Dalla microalga all’infrastruttura urbana: la visione di Regonesi e MICROALGAEX. La CO2 da problema a risorsa
Ci sono organismi invisibili a occhio nudo che, miliardi di anni fa, hanno reso possibile la vita sulla Terra. Oggi, secondo Giuliano Regonesi, potrebbero tornare al centro del futuro delle città. È questa l’idea che anima Liquid Planet, il libro che racconta la visione industriale e scientifica alla base della società biotecnologica MICROALGAEX.
Il volume si apre con una prefazione del Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, che invita istituzioni, imprese e investitori a considerare il progetto come una proposta concreta per città più sane e per una nuova economia del carbonio.
Al centro del libro c’è un messaggio chiaro e attuale: la lotta alla CO₂ è la grande sfida del nostro tempo, e le microalghe rappresentano uno degli strumenti biologici più efficienti per affrontarla.
Questi microrganismi sono infatti in grado di catturare anidride carbonica attraverso la fotosintesi, trasformandola in ossigeno e biomassa utilizzabile in agricoltura, energia, chimica verde e alimentazione. Il libro sostiene che le foreste naturali restano indispensabili, ma non bastano più in un pianeta sempre più urbanizzato.
Serve amplificare la fotosintesi, rendendola continua, controllabile e scalabile attraverso la biotecnologia. Da qui nasce il sistema sviluppato da MICROALGAEX, articolato in tre livelli:
1) dispositivi indoor per migliorare la qualità dell’aria negli edifici;
2) installazioni urbane fotosintetiche integrate nello spazio pubblico;
3) bioreattori industriali containerizzati per trasformare la CO₂ in biomassa e prodotti della bioeconomia.
In questa visione, l’anidride carbonica smette di essere solo un costo ambientale e diventa una risorsa economica, trasformata in fertilizzanti, bioplastiche, mangimi, biocarburanti e crediti di carbonio. Liquid Planet si propone così come un manifesto industriale e culturale: una visione in cui le città non si limitano a ridurre le emissioni, ma diventano organismi capaci di assorbire CO₂, produrre ossigeno e generare nuova economia biologica.