Disastro sul Trigno: crolla il Ponte della Statale 16
Cedimento improvviso alle ore 9:00. Struttura collassata a metà. La sindaca Contucci: «Tragedia sfiorata, la strada era chiusa per precauzione»
Disastro sul Trigno: crolla il Ponte della Statale 16. Cedimento improvviso alle ore 9:00. Struttura collassata a metà. La sindaca Contucci: «Tragedia sfiorata, la strada era chiusa per precauzione».
In questa mattinata di giovedì 2 aprile 2026, lo scenario apocalittico previsto dal ciclone mediterraneo ha trovato la sua drammatica conferma al confine tra Abruzzo e Molise.
Intorno alle ore 9:00, la furia degli elementi ha vinto la resistenza delle infrastrutture: il ponte sul fiume Trigno, lungo la Statale 16 Adriatica, è ufficialmente crollato.
Il cedimento è avvenuto in un momento di estrema tensione, mentre i tecnici stavano valutando le condizioni della struttura per una possibile riapertura. Un evento che spacca letteralmente in due il collegamento costiero tra San Salvo (Chieti) e Montenero di Bisaccia (Campobasso).
La dinamica del crollo
Dopo tre giorni di piogge torrenziali e l’esondazione del fiume avvenuta ieri in contrada Padula, la situazione è precipitata. La sezione centrale del ponte ha ceduto di schianto, finendo nelle acque in piena del Trigno.
Solo la decisione di chiudere il tratto nella giornata di ieri, a causa dell’innalzamento dei livelli idrometrici, ha impedito che mezzi in transito finissero nel fiume.
Il crollo è avvenuto proprio mentre erano in corso sopralluoghi tecnici. Fortunatamente, nessun operatore è rimasto coinvolto nel cedimento.
Viabilità in ginocchio: Abruzzo e Molise isolati
L’interruzione della Statale 16 in quel punto rappresenta un danno incalcolabile per i trasporti. Salta uno dei principali snodi per il traffico commerciale e civile tra le due regioni.
Il traffico è attualmente deviato sull’autostrada A14 (caselli di Vasto Sud e Termoli), che sta registrando code chilometriche a causa del riversamento di tutti i mezzi pesanti sulla direttrice autostradale.
Cosa succederà nelle prossime ore
La Protezione Civile e l’ANAS sono sul posto per valutare la stabilità delle restanti campate, ma è evidente che la ricostruzione richiederà mesi, se non anni. Il Governo, attraverso il Ministro Zangrillo e il comparto infrastrutture, dovrà ora affrontare l’emergenza logistica di un intero versante adriatico paralizzato.