Donna di 32 anni si suicida nel carcere della Giudecca: è l’ottavo caso dall’inizio dell’anno

La detenuta è morta in ospedale dopo un tentativo di impiccagione. Il sindacato della Polizia penitenziaria denuncia sovraffollamento e carenze strutturali: “Serve un vero decreto carceri”

Redazione
Donna di 32 anni si suicida nel carcere della Giudecca: è l’ottavo caso dall’inizio dell’anno
carcere Giudecca

Donna di 32 anni si suicida nel carcere della Giudecca: è l’ottavo caso dall’inizio dell’anno. La detenuta è morta in ospedale dopo un tentativo di impiccagione. Il sindacato della Polizia penitenziaria denuncia sovraffollamento e carenze strutturali: “Serve un vero decreto carceri”.

Una detenuta italiana di 32 anni si è tolta la vita nella notte all’interno della sua cella nel carcere femminile di Venezia, alla Giudecca. La donna ha tentato il suicidio impiccandosi ed è stata soccorsa quando era ancora in vita.

Il personale sanitario del 118, intervenuto tempestivamente, l’ha trasportata d’urgenza in ospedale, ma ogni tentativo di salvarla si è rivelato inutile: è deceduta poco dopo il ricovero.

A rendere nota la vicenda è stato Gennarino De Fazio, segretario della UilPa Polizia Penitenziaria, che ha evidenziato come si tratti dell’ottava morte per suicidio registrata negli istituti penitenziari italiani dall’inizio dell’anno. “Un sistema che oltre a privare della libertà finisce, evidentemente, per spegnere anche la speranza”, ha dichiarato il sindacalista.

De Fazio ha inoltre segnalato momenti di tensione e disordini presso la Casa Circondariale di Busto Arsizio. La situazione, ha spiegato, è rientrata grazie all’intervento degli agenti della Polizia penitenziaria, alcuni dei quali sono stati richiamati in servizio pur trovandosi fuori turno.

Il segretario della UilPa torna quindi a chiedere interventi strutturali urgenti. Secondo il sindacato, non bastano i numerosi decreti sicurezza adottati negli ultimi anni.

Occorre un provvedimento organico dedicato al sistema carcerario, capace di affrontare il sovraffollamento, rafforzare gli organici della Polizia penitenziaria, garantire adeguata assistenza sanitaria ai detenuti, modernizzare le strutture e promuovere una riforma complessiva dell’esecuzione penale.

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