cronaca

Doping, Schwazer presenta il ricorso in Svizzera. Parte la corsa a Tokyo 2020

di  Redazione  -  5 Dicembre 2019

Doping, Schwazer presenta il ricorso in Svizzera. Parte la corsa a Tokyo 2020. L’obiettivo è ottenere la revoca della squalifica per partecipare ai Giochi. Ma i tempi rischiano di essere lunghi.

Dopo aver annunciato la ripresa degli allenamenti per andare alle Olimpiadi di Tokyo, Alex Schwazer e i suoi avvocati hanno presentato il ricorso alla corte federale svizzera. L’obiettivo è ottenere una sospensione della squalifica per doping che al momento vieta al marciatore ogni genere di competizione fino al 2024. Schwazer e il suo staff da sempre sostengono di essere stati vittime di un complotto. Lo dicono dal giugno del 2016 quando venne comunicata la positività che gli costò 8 anni di squalifica per recidiva e l’esclusione dai Giochi di Rio.

La vicenda

In questi tre anni Alex, il suo allenatore Sandro Donati e l’avvocato Gerhard Brandstaetter hanno combattuto nelle aule del tribunale. In particolare a Bolzano dove il marciatore è imputato per frode sportiva. Proprio gli sviluppi di quel processo hanno fatto emergere forti sospetti sulla colpevolezza che ora Schwazer spera possano trasformarsi in prove giudiziare per scagionarlo anche sul fronte sportivo.

Le indagini

In particolare il giudice per le indagini preliminare Walter Pelino dopo aver affidato al comandante dei Ris di Parma (Giampietro Lago) un’approfondita analisi sulle provette, è arrivato a mettere nero su bianco l’ipotesi della «manipolazione» come l’unica al momento «suffragata da elementi indiziari». Sulla base di queste evidenze i legali che assistono Schwazer, coadiuvati da uno studio legale di Ginevra, hanno prodotto un documento di 66 pagine in cui si chiede la sospensione della squalifica e a seguire il suo annullamento. L’unico modo per cercare di ottenere giustizia e insieme il pass per Tokyo.

Gli avvocati

Come ammette lo stesso avvocato Brandstaetter i tempi per ricevere una risposta dai tribunali svizzeri rischiano di essere lunghi. Di certo non prima della fine di gennaio. In caso di verdetto positivo ci sarà poi da affrontare il passaggio al Tas, l’unico organo in grado di cancellare la squalifica. E infine ci sarebbe da conquistare sul campo la qualificazione. Schwazer ha già nel mirino alcuni appuntamenti tra marzo e aprile (Bergamo, Dudince in Slovacchia, Podebrady in Repubblica Ceca e poi la Coppa del mondo di Minsk in Bielorussia ai primi di maggio). Ma la buona volontà in questi casi non basta.