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“Dove c.. stai andando?”. Ora la voce del sindaco arriva dai droni in cielo

di  Redazione  -  26 Marzo 2020

“Dove c.. stai andando?”. Ora la voce del sindaco arriva dai droni in cielo. “Ma dove c..zo vai? A calci in c..o ti faccio tornare a casa”. Ecco il messaggio, molto chiaro, registrato dal sindaco di Messina Cateno De Luca sui droni che sorvoleranno il territorio a “caccia” di coloro che non rispettano il decreto del governo italiano sulla quarantena per contenere l’emergenza sanitaria da coronavirus.

Cateno De Luca non è certo uno che le manda a dire. Anzi. E così ha presentato la nuova iniziativa del comune della città dello Stretto per verificare il rispetto delle norme contenute nel nuovo decreto firmato dal premier Giuseppe Conte che impone ai cittadini di uscire da casa solo per motivi di assoluta necessità.

I droni sorvoleranno Messina

Le immagini saranno trasmesse ad una sala operativa che registra continuamente. Sarà compito poi delle forze dell’ordine tentare di risalire ai colpevoli ed, eventualmente denunciarli. Ma c’è di più. Perché il sindaco Cateno De Luca ha chiesto ed ottenuto che dai droni “uscisse fuori” la sua voce registrata. Un messaggio chiaro e diretto rivolto ai cittadini che non rispettano l’ordinanza.

Il messaggio

“Non si esce! Questo è l’ordine del sindaco De Luca e basta! Vi becco a uno a uno. Non vi posso impedire formalmente di uscire da casa? Bene, vi impedisco di passare sul suolo pubblico, non si esce da casa, né passiu, né babbiu, non si esce. Dove c..zo vai? A calci in c..o, ecco qual è il modo per fare applicare le norme”. Un messaggio che i cittadini messinesi sentiranno spesso in giro per la loro città, colpita da un’improvvisa escalation di casi positivi al covid-19. “Io non vedo l’ora di controllare tutti con gli schermi – dice il sindaco – Ci saranno droni ovunque, che come vi becca vi dirà: torna a casa, questa sarà la voce del drone”.

Qualche giorno fa il sindaco era stato protagonista di una accesa protesta nei confronti del governo nazionale e regionale per gli accessi a Messina da cittadini provenienti dal Nord Italia. Tanto che aveva detto anche di essere disposto a farsi arrestare pur di bloccare gli sbarchi al porto messinese.

“Messina è la porta della Sicilia e io la chiudo se nessuno la controlla”. Poi se l’era presa con il governo nazionale in un’intervista al Corriere: “Sforna decreti che non fa applicare. Intanto non bisognava fare partire migliaia di meridionali in treno ai primi due decreti. Adesso arriva anche gente partita dalla Francia scoprendo solo qui, che frattanto, è scattato un terzo decreto.

Un caos. Io ho minacciato tutti, sono pronto a farmi arrestare. Come è accaduto in altra occasione. Errori di magistrati che hanno dovuto rimettermi in libertà. Difendo la salute di questa isola dove grazie ai buchi del governo abbiamo registrato più di 30 mila arrivi”.