Dramma sul fiume Piave, padre annega per salvare la figlia e un’amica

Il tragico episodio è avvenuto nel tardo pomeriggio
di  Redazione
3 settimane fa - 2 Luglio 2021

Dramma sul fiume Piave, padre annega per salvare la figlia e un’amica. Tragedia nel tardo pomeriggio a Pederobba, in provincia di Treviso, nei pressi dell’ex cementificio “Rossi” lungo il corso del fiume Piave.

Un 54enne tunisino, di Caerano di San Marco, sempre in provincia di Treviso, è morto nel tentativo di salvare la vita della figlia e di un’amica, entrambe di 14 anni, in difficoltà. La ragazzina sarebbe riuscita a raggiungere l’altra sponda.

Mentre il padre sarebbe sparito nel nulla, trascinato via dalla corrente o finito in un gorgo. Sul posto sono intervenuti congiuntamente vigili del fuoco, carabinieri e Suem.

Al tentativo di salvataggio ha partecipato anche un altro bagnante che ha poi dato l’allarme. Ma, purtroppo, per il 54enne non c’è stato nulla da fare. Salve invece le due 14enni.

Il padre è annegato nel tentativo di salvare la figlia

L’incidente è avvenuto poco dopo le 17.30. Le ricerche dell’uomo sono state portate avanti dai pompieri i dai carabinieri di Pederobba e Cornuda. Allertati medico e infermieri del Suem 118.

Il sindaco di Pederobba, Marco Turato, sì è recato sul posto per seguire in prima persona le ricerche. Il cadavere dell’uomo è stato ritrovato dopo lunghe nei pressi dell’Industria cementi Rossi.

G20: Prefetto Venezia, meeting in città accogliente e aperta

“E’ la vigilia di un appuntamento di estrema importanza per il Paese e per Venezia: Il G20 è importante e complicato, perché siamo una città d’acqua dove tutto si svolge in maniera differente”.

Lo spiega il prefetto di Venezia Vittorio Zappalorto illustrando stamane le misure di ordine pubblico programmate per l’evento del G20 dell’Economia che coinvolgerà la città la prossima settimana.

Zappalorto sottolinea che l’idea condivisa “è stata quella, dopo un anno di chiusure e restrizioni, di non chiudere nulla a Venezia. Il meeting si svolgerà in una città accogliente e aperta, nella quale i divieti saranno limitati al minimo indispensabile.

La motivazione

Dobbiamo garantire sicurezza e ospitalità adeguata, assicurando che i lavori si svolgano in modo sereno e senza contestazioni”. Il prefetto motiva anche la scelta dell’Arsenale quale sede dei lavori. “Fin da febbraio abbiamo istituito un gruppo permanente di lavoro con l’incarico di vedere quale sarebbe stato dal punto di vista della sicurezza il sito più indicato – osserva -.

Lavoro egregio di questura con la Digos, che al termine di ripetuti sopralluoghi effettuati, ha fatto una graduatoria dei siti. Tra questi, Arsenale si è dimostrato il più adeguato. Dopo una interlocuzione con la Presidenza Consiglio, la scelta è ricaduta sull’Arsenale per volere del Governo”.

Dal punto di vista operativo, l’ordine pubblico e la sicurezza in città verranno gestiti “dalla sala della polizia locale al Tronchetto -continua – . Venezia accoglierà il meeting nel modo più aperto possibile, lasciando spazio a chi vorrà contestare”.

“Vigileremo perché le forme del dissenso siano quelle previste dalla nostra costituzione, senza offese e violenza – conclude – . Ci sarà mobilitazione di forze antagoniste, ma siamo pronti ad accettare le forme di protesta purché senza danno alla città.

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