Efferato delitto: uccide la moglie a calci e pugni, arrestato il marito

Era sembrato un tragico incidente, ma ad uccidere Silvia Del Signore nella sua abitazione era stato il compagno
di  Redazione
3 settimane fa - 6 Luglio 2021

Efferato delitto: uccide la moglie a calci e pugni, arrestato il marito. All’inizio era sembrato un tragico incidente domestico, ma poi le indagini dei carabinieri hanno rivelato che si è trattato di un omicidio.

Ad uccidere Silvia Del Signore, 59 anni, nella sua abitazione all’isola d’Elba, è stato il marito, Mohamed Saif, 45enne originario del Marocco, carpentiere saltuario.

Così su ordine della Procura di Livorno, che ha diretto le indagini, i carabinieri del nucleo investigativo di Livorno e della compagnia di Portoferraio, hanno dato esecuzione oggi all’ordinanza di custodia cautelare.

L’ordinanza è emessa dal Giudice delle indagini preliminari del Tribunale di Livorno, nei confronti di Mohamed Saif, che è stato condotto direttamente nel carcere di Livorno.

Una vita difficile

Il decesso di Silvia Del Signore, una vita difficile, da tempo seguita dai servizi sociali, è avvenuto il 1° maggio scorso alla periferia di Portoferraio. Inizialmente era sembrata una tragica fatalità.

Un incidente domestico, avvenuto in bagno, dove la donna era stata ritrovata riversa sul pavimento. I carabinieri della Compagnia elbana, però, nel corso del sopralluogo e delle altre attività investigative, immediatamente svolte sul posto, avevano acquisito elementi che facevano sospettare circa l’esatta dinamica del tragico evento.

La conferma è giunta dai risultati dell’auopsia. A causare la morte della donna è stata la rottura traumatica della milza. A seguito di questa risultanza, il nucleo investigativo di Livorno, diretto dal sostituto procuratore Giuseppe Rizzo, ha sviluppato ulteriori attività di indagine.

Un quadro sconcertante

Ed è emerso un quadro sconcertante. Almeno dal 2016 Silvia Del Signore è stata vittima di maltrattamenti da parte del marito. Quest’ultimo non solo la sottoponeva “ad un regime di vita insostenibile e penoso”, come scrive il Gip nel capo d’imputazione contestato a Saif, “ma in più occasioni usava violenza fisica nei suoi confronti”.

Così il 1° maggio scorso il marito, al culmine dell’ennesima lite, colpì ripetutamente con calci, pugni e persino con un bastone la donna, provocandole la rottura della milza e, di conseguenza, il decesso.

Il tutto per futili motivi. Il marito non esito neppure a dare l’allarme, sostenendo che la moglie era morta per una tragica fatalità mentre era da sola in bagno. Una versione smontata dall’autopsia e dalle altre indagini dei militari dell’Arma. Mohamed Saif però non ha confessato di essere l’autore dell’omicidio.

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