Elicottero dell’Esercito precipitato: ecco chi sono i quattro militari italiani morti
Un Chinook della missione Eufor Althea è precipitato nel pomeriggio di ieri, giovedì 29 ottobre, nel distretto di Brčko. A bordo si trovavano 15 militari italiani
Elicottero dell’Esercito precipitato: ecco chi sono i quattro militari italiani morti. Un Chinook della missione Eufor Althea è precipitato nel pomeriggio di ieri, giovedì 29 ottobre, nel distretto di Brčko. A bordo si trovavano 15 militari italiani.
Una drammatica fatalità ha colpito il contingente italiano impegnato nella missione internazionale Eufor Althea in Bosnia-Erzegovina. Nel pomeriggio di giovedì 29 ottobre 2026, un imponente elicottero Chinook dell’Esercito italiano, caratterizzato dal tipico doppio rotore, è precipitato al suolo in una zona di campagna nel distretto di Brčko, a circa 120 chilometri dalla capitale Sarajevo.
Il bilancio, confermato dalle autorità della Difesa, è gravissimo: quattro militari italiani hanno perso la vita, mentre altri undici sono rimasti feriti, fortunatamente nessuno in pericolo di vita.
Le vittime sono due effettivi dell’Esercito, il sergente Simone Ruggia e il sergente Claudio Marchesi, e due membri della Croce Rossa Italiana, il tenente Franco Adriano Zecchillo e il sergente Laura Procacci.
La dinamica e i soccorsi
Secondo i primi riscontri e i racconti dei testimoni oculari, il velivolo stava conducendo un’attività di addestramento di routine. L’incidente sarebbe avvenuto nelle fasi immediatamente successive al decollo dall’aeroporto di Brčko.
L’elicottero, che volava a bassa quota, avrebbe improvvisamente iniziato ad avvitarsi su sé stesso in una spirale discendente, compiendo alcune virate prima di schiantarsi al suolo.
Il velivolo è precipitato in un’area disabitata, non lontano dalle prime case del villaggio di Gorica, evitando così una strage tra i civili. Sul posto sono tempestivamente intervenuti i soccorritori: i vigili del fuoco, la protezione civile, i sanitari del distretto di Brčko e i militari di Eufor. Le operazioni di estrazione dei corpi dalle lamiere del Chinook, ridotto a pezzi, si sono rivelate particolarmente complesse.
Le indagini e le ipotesi sulle cause
Sul luogo della tragedia si è recata l’ambasciatrice d’Italia in Bosnia-Erzegovina, Sarah Castellani, per seguire da vicino le operazioni e portare il cordoglio della nazione.
Il ministero della Difesa ha immediatamente disposto l’invio di un’équipe medica per prestare il massimo supporto ai feriti e ha aperto un’inchiesta formale per accertare con precisione la dinamica e le cause del disastro.
Le condizioni meteorologiche al momento dell’impatto erano stabili, con un cielo appena velato e totale assenza di maltempo. Tra le ipotesi al vaglio degli inquirenti vi è quella di un possibile urto accidentale con i cavi dell’alta tensione presenti nella zona. Anche Eufor ha annunciato l’avvio di un’indagine approfondita e completa per fare piena luce sull’accaduto.
La missione Eufor Althea
Il Chinook coinvolto faceva parte dei mezzi in dotazione alla missione Eufor Althea, operazione attiva dal 2004 con l’obiettivo di garantire la stabilità nell’area e supportare le autorità locali e le forze armate bosniache.
La missione, guidata dallo scorso gennaio dal generale italiano Maurizio Fronda, vede la partecipazione di circa 1.600 militari provenienti da 24 nazioni, con il contingente italiano che rappresenta la componente più numerosa, forte di circa 300 effettivi basati nel quartier generale di Camp Butmir, nei pressi di Sarajevo.