Emergenza Epatite A in Campania: i numeri del contagio
Emergenza Epatite A in Campania: i numeri del contagio. Casi dieci volte superiori alla media. Scattano i divieti per i frutti di mare a Napoli, Benevento e Ischia. Sanzioni pesantissime per i trasgressori.
I dati del Dipartimento di Prevenzione (ASL Napoli 1)
La velocità di diffusione del virus è il dato che più allarma i medici del Cotugno, centro di riferimento regionale. 84 casi da gennaio a oggi nel solo territorio dell’ASL Napoli 1 Centro. 14 nuovi casi nelle ultime 24 ore a Napoli. 10 casi registrati a Forio d’Ischia e 50 ricoverati attualmente presso l’ospedale Cotugno.
Il dato attuale è 10 volte superiore alla media degli ultimi dieci anni e ben 41 volte superiore rispetto al triennio precedente. Un’impennata che suggerisce una fonte di contaminazione comune e diffusa.
L’Ordinanza del Sindaco Manfredi e i divieti
Per fermare la catena del contagio, il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi ha firmato un’ordinanza restrittiva immediata.
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Divieto assoluto di consumo di frutti di mare in tutti i locali pubblici, bar, ristoranti e attività di produzione per consumo immediato.
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Obbligo di lavaggio accurato per frutta e verdura (che possono essere veicolo del virus se irrigate con acque contaminate).
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Sanzioni drastiche: Le multe vanno da 2.000 a 20.000 euro. In caso di recidiva, è prevista la chiusura del locale fino a 30 giorni e la revoca della licenza.
Provvedimenti analoghi sono stati adottati dai sindaci di Benevento (terra d’origine di Petronilla Liucci, che citavamo prima) e di Forio d’Ischia.
Consigli di prevenzione per i cittadini
L’Epatite A si trasmette principalmente attraverso l’ingestione di acqua o cibi contaminati (spesso molluschi crudi o poco cotti). Sebbene al momento i pazienti ricoverati non siano in pericolo di vita, la malattia può essere molto debilitante.
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Cottura: I frutti di mare devono essere cotti ad alte temperature (la tossina non muore con il semplice limone).
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Igiene: Lavare le mani frequentemente, specialmente prima di maneggiare cibo, resta la difesa principale.