Politica

Emilia Romagna, Di Maio candida lady anti-Bibbiano?

di  Redazione  -  5 Dicembre 2019

Emilia Romagna, Di Maio candida lady anti-Bibbiano?. “Aveva intuito che qualcosa non andava. Così aveva iniziato a interessarsi del problema”. Di Bibbiano. Così si legge in un post del Movimento 5 Stelle di luglio, quando era appena esploso il caso degli affidi illeciti della Val d’Enza. Era l’inchiesta “Angeli e demoni”, avviata dalla Procura di Reggio Emilia. Indagine avviata grazie anche alle segnalazioni di una sconosciuta consigliera comunale grillina di Cavriago: Natascia Cersosimo.

Natascia Cersosimo

Di professione infermiera, Cersosimo si era insospettita di fronte al boom di affidi nell’Unione Val d’Enza. Contestando una variazione del bilancio comunale in cui si spostavano 200mila euro sul capitolo di spesa affidi e case-famiglia. “Stranezza” che ha portato ben presto all’esplosione di un caso politico.

Cersosimo sfidante di Bonaccini?

Cersosimo non ha fatto carriera. Ma potrebbe essere questione di tempo. Da qualche settimana è spuntato il suo nome per la scelta del candidato presidente in Emilia-Romagna del M5s. Cersosimo, la prima volta, ha bollato la notizia come “fake news”, giurando che non c’era nulla di vero. “Smentisco categoricamente di volermi candidare a presidente di Regione , tantomeno a vice presidente di Bonaccini. Anche oggi il nostro capo politico ha ribadito la volontà di correre da soli. La maggioranza si è espressa in questi termini. Basta fake news utilizzando il mio nome!”.Ma qualcosa c’è.

Il voto di Rousseau

Dopo il voto della piattaforma Rousseau che lo ha sconfessato, Di Maio è costretto a trovare qualcuno che si sacrifichi. La sconfitta è certa e i termini per un’alleanza in extremis con il Pd sono ormai scaduti. I dem appoggiano il governatore uscente Stefano Bonaccini. Proprio Bonaccini, negli ultimi mesi, ha provato più volte a convincere i 5s a sostenere la sua candidatura. Ma non c’è stato verso. La riedizione emiliana del patto di Narni è stata solo un sogno. E al centrosinistra non rimane altro che sfidare da solo la forte leghista Lucia Borgonzoni.

E il Movimento? Corre da solo.

Le chances di vittoria, come detto, sono pari a zero. Ma Di Maio è costretto a fare di necessità virtù, obbedendo al responso della base. La partita emiliana, evidentemente, si intreccia con quanto sta succedendo al governo. I rapporti interni alla maggioranza sono diventati più difficili e la rottura, se non è dietro l’angolo, è una paura concreta. La prevede l’ex Guardasigilli Clemente Mastella. E non la esclude lo stesso Di Maio, attaccato dal dem Matteo Orfini. Tutti sanno che Di Maio aveva definito il Pd “il partito di Bibbiano”. La possibile candidatura di Natascia Cersosimo, la grillina che più si è spesa sui fatti di Bibbiano, al punto da far partire l’inchiesta “Angeli e Demoni”, altro non sarebbe che una provocazione. Capace di innervosire ancora di più i già tesi animi della maggioranza.

Nella corsa alla leadership del M5s in Emilia-Romagna, come scrive il Fatto Quotidiano, ci sarebbero altre due donne: Luisa Catellani, presidente dell’associazione Imprenditori emiliani, e Andrea Bertani capogruppo grillino in Regione. Proprio Bertani aveva provato a convincere il Movimento ad appoggiare il Pd e Bonaccini. Ecco perché non sembra avere molte chances. A differenza di Cersosimo. Che, rubando voti ai dem, potrebbe far perdere il candidato dem. Determinando così la fine del governo Conte.