Fabio Pigliapoco vola giù dalle scale e muore
E' successo ad Ancona. L'uomo, 80 anni, ambasciatore che costruiva ponti fra i popoli, è stato trovato nella mattinata di ieri dalla moglie nella tromba delle scale
Fabio Pigliapoco vola giù dalle scale e muore. E’ successo ad Ancona. L’uomo, 80 anni, ambasciatore che costruiva ponti fra i popoli, è stato trovato nella mattinata di ieri dalla moglie nella tromba delle scale.
Un tragico incidente è costato la vita all’ambasciatore Fabio Pigliapoco, segretario dell’Iniziativa Adriatico Ionica. Il diplomatico, 80 anni, è morto nella mattinata di ieri a seguito di una caduta da diversi metri che non gli ha lasciato scampo.
A fare la drammatica scoperta è stata la moglie intorno alle 7:00. Non trovandolo in casa, nell’abitazione di via Bernabei, la donna ha iniziato a cercarlo e, una volta uscita sul pianerottolo, si è sporta dal parapetto delle scale, scorgendo il corpo del marito a terra, ormai privo di vita.
L’allarme è scattato immediatamente e intorno alle 7.30 sono giunti i mezzi di soccorso, ma per Fabio Pigliapoco non c’era più nulla da fare.
Molto conosciuto e stimato in città e in tutta la regione, l’ambasciatore era stato dimesso da poco dall’ospedale dopo un intervento chirurgico, conclusosi senza complicazioni né particolari conseguenze post-operatorie. Le circostanze della caduta sono ora al vaglio delle autorità competenti.
Numerosi i messaggi di cordoglio dal mondo istituzionale e culturale. «L’ho salutato l’ultima volta in occasione della presentazione del dossier per la Capitale italiana della Cultura – ha ricordato con commozione il sindaco Silvetti –. Fabio era una persona elegante e raffinata, capace di guardare ben oltre il quotidiano. Mancheranno il suo prezioso consiglio e il suo sguardo dalla piazza del Plebiscito». Il primo cittadino lo ha definito «un diplomatico di grande esperienza, punto di riferimento nel dialogo e nella cooperazione tra i Paesi dell’area adriatico-ionica».
Parole di stima sono arrivate anche dal presidente del Consiglio comunale Simone Pizzi: «Ha sempre saputo unire rigore e sensibilità culturale, interpretando il ruolo delle istituzioni non come un esercizio formale, ma come una responsabilità viva verso le comunità e il futuro».
Un legame politico e culturale particolarmente stretto lo univa al consigliere regionale di Alleanza Verdi e Sinistra Andrea Nobili, ai tempi dell’assessorato alla Cultura nella giunta Gramillano.
Il filo conduttore era il festival Adriatico Mediterraneo, fondato da Nobili insieme a Carlo Pesaresi e al musicista Giovanni Seneca. «Un uomo di grande spessore culturale – lo ricorda Nobili – serio, competente, dotato di una profonda umanità e di una sincera simpatia. Ricordo le nostre conversazioni sul futuro dei Paesi dei Balcani e sul loro percorso verso l’Unione europea».
Anche l’associazione culturale Adriatico Mediterraneo Festival ha voluto rendere omaggio alla figura dell’ambasciatore: «Tra i primi e più convinti sostenitori della manifestazione, Pigliapoco ne ha accompagnato fin dall’inizio il cammino, riconoscendone il valore culturale e civile come strumento di dialogo».
L’edizione 2026 del festival sarà dedicata a lui e al dirigente regionale Marco Bellardi, scomparso nel marzo dello scorso anno. La data dei funerali non è stata ancora fissata.