Fagnano Olona: Enrico Conte muore dopo tre giorni di agonia

Il noto fruttivendolo in pensione è morto dopo il fatale e non volontario investimento accidentale da parte di un amico fuori da un locale

Redazione
Fagnano Olona: Enrico Conte muore dopo tre giorni di agonia
Enrico Conte

Fagnano Olona: Enrico Conte muore dopo tre giorni di agonia. Il noto fruttivendolo in pensione è morto dopo il fatale e non volontario investimento accidentale da parte di un amico fuori da un locale.

L’assurda dinamica del destino

L’incidente è avvenuto tre giorni fa, al termine di una serata trascorsa al Salone Dancing, un luogo di ritrovo storico per la zona. Dopo aver condiviso musica e chiacchiere, Enrico si stava dirigendo verso la sua auto. Un amico, alla guida del proprio veicolo, ha effettuato una manovra senza accorgersi della presenza del 68enne.

È stato lo stesso amico, sconvolto, a prestare i primi soccorsi e a chiamare il 118. Uno shock che segnerà per sempre la vita dell’uomo alla guida, protagonista involontario di una tragedia della distrazione.

Dopo tre giorni di lotta all’ospedale di Gallarate, le complicazioni cliniche hanno avuto il sopravvento. La salma è ora a disposizione dell’autorità giudiziaria per i rilievi di rito.

Il vuoto in paese

Enrico Conte era una figura storica di Fagnano Olona, in provincia di Varese. Per decenni è stato il fruttivendolo del paese, un punto di riferimento per cortesia e affabilità.

La sua scomparsa colpisce profondamente il mondo politico locale; Enrico era infatti il padre di Beatrice Conte, consigliera comunale di maggioranza, alla quale sono giunti messaggi di cordoglio da ogni schieramento.

Nelle prossime ore verrà fissata la data dei funerali, una volta che la magistratura avrà concesso il nulla osta dopo l’autopsia. Il sindaco di Fagnano Olona, Marco Baroffio, ha espresso il dolore di un’intera cittadinanza per una “perdita improvvisa che lascia un grande vuoto”.

La vicenda di Enrico Conte resterà come monito su quanto sia fragile il confine tra una serata di festa e l’irreparabile, anche tra le persone che si vogliono bene.

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