Filippo Franceschini di Senigallia muore in Messico

Il 48enne, esperto di surf e kitesurf, trovato morto in Messico durante una vacanza. L'ipotesi è un malore nel sonno. La madre in viaggio per il rimpatrio

Redazione
Filippo Franceschini di Senigallia muore in Messico
Filippo Franceschini

Filippo Franceschini di Senigallia muore in Messico. Il 48enne, esperto di surf e kitesurf, trovato morto in Messico durante una vacanza. L’ipotesi è un malore nel sonno. La madre in viaggio per il rimpatrio.

La morte di Filippo Franceschini, avvenuta in Messico, lascia orfana una comunità di sportivi e sognatori che vedevano in lui un esempio di coraggio e vitalità.

Un’anima libera legata al mare

Filippo non era solo un turista, ma un “cittadino del mare” che aveva fatto delle onde la sua ragione di vita. Da tempo viveva a Tenerife, nelle Canarie, dove aveva trovato l’habitat ideale per lavorare e praticare quotidianamente surf e kitesurf.

Si era concesso un viaggio in Messico per esplorare nuovi spot, ma giovedì sera, poco dopo le 21:00, si è interrotto ogni contatto. Sebbene i dettagli siano ancora frammentari a causa della distanza, l’ipotesi principale è quella di un malore improvviso che lo avrebbe colto nel sonno, impedendogli di chiedere aiuto.

Il dolore della famiglia e della città

La notizia ha gettato nello sconforto Senigallia, dove Filippo era molto conosciuto e amato. In queste ore, la mamma di Filippo sta affrontando il viaggio verso il Messico per gestire le difficili pratiche burocratiche necessarie al rimpatrio della salma.

Amici e conoscenti lo descrivono come una persona solare, un uomo che aveva avuto la forza di lasciare l’Italia per inseguire i propri sogni senza mai recidere il legame con le proprie radici.

Saranno ora le autorità messicane, in collaborazione con il consolato italiano, a dover fornire le risposte definitive sulle cause del decesso. Una volta completati gli accertamenti e le pratiche di rimpatrio, Senigallia potrà dare l’ultimo saluto al suo “animo libero”.

La città si prepara ad accogliere Filippo per l’ultima volta, proprio lì, vicino a quel mare Adriatico che lo aveva visto nascere come sportivo.

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