Fine della fuga: arrestato Elia Del Grande
Bloccato a bordo di un'auto rubata nel Varesotto. Resistenza e ferimento di un militare. La compagna: «Accanimento giudiziario»
Fine della fuga: arrestato Elia Del Grande. Bloccato a bordo di un’auto rubata nel Varesotto. Resistenza e ferimento di un militare. La compagna: «Accanimento giudiziario».
In questo pomeriggio di mercoledì 8 aprile 2026, mentre l’Italia tenta di archiviare una delle settimane più violente degli ultimi anni, arriva da Varano Borghi (Varese) il capitolo finale di una fuga che ha tenuto col fiato sospeso le autorità per tutto il weekend pasquale.
Elia Del Grande, 50 anni, l’uomo che negli anni ’90 sconvolse il Paese con un duplice omicidio e che era evaso il giorno di Pasqua dalla casa-lavoro di Alba, è stato catturato dai Carabinieri dopo un inseguimento e una violenta colluttazione.
La cattura: un inseguimento sulla SP18
L’arresto è avvenuto grazie alla prontezza dei Carabinieri della Compagnia di Gallarate. I militari hanno incrociato una Fiat 500 sospetta, risultata poi rubata presso il cimitero di Lentate (Sesto Calende).
Del Grande ha cercato di dileguarsi imboccando la strada di un’abitazione privata. Una volta raggiunto, ha ingaggiato una lotta con i militari per evitare che gli venissero sottratte le chiavi dell’auto.
Un carabiniere è rimasto lievemente ferito durante l’immobilizzazione. L’uomo è stato arrestato per resistenza a pubblico ufficiale e lesioni personali, ed è stato trasferito nel carcere di Varese.
Il profilo: una libertà negata e cercata
La storia di Del Grande è quella di un uomo diviso tra il riscatto e la recidiva. Condannato inizialmente all’ergastolo (poi ridotto a 30 anni) per l’omicidio di due persone, aveva scontato oltre 26 anni di cella prima di ottenere la semilibertà.
Questa è la sua seconda fuga in pochi mesi. Lo scorso ottobre era già scappato da una struttura nel Modenese, venendo ritrovato dopo un mese nel suo paese d’origine, Cadrezzate.
Sembra che a spingerlo alla fuga sia stata la proroga della misura di sicurezza per un altro anno, decisa dal magistrato di sorveglianza lo scorso 26 marzo nonostante le sue proteste.
Del Grande dovrà ora rispondere delle nuove accuse di furto, resistenza e lesioni, che si sommeranno alla violazione della misura di sorveglianza. È molto probabile che i benefici finora ottenuti (semilibertà e licenze) vengano revocati definitivamente, riportandolo a scontare il resto della pena in un regime di massima sicurezza.