Fine di un regno: il Castello delle Cerimonie passa al Comune

Ufficiale la confisca de "La Sonrisa". La sindaca Ilaria Abagnale conferma: "Patrimonio di Sant'Antonio Abate". Iniziati gli sgomberi degli appartamenti della famiglia Polese

Redazione
Fine di un regno: il Castello delle Cerimonie passa al Comune
Il Castello delle Cerimonie

Fine di un regno: il Castello delle Cerimonie passa al Comune. Ufficiale la confisca de “La Sonrisa“. La sindaca Ilaria Abagnale conferma: “Patrimonio di Sant’Antonio Abate“. Iniziati gli sgomberi degli appartamenti della famiglia Polese.

Non è solo una questione di carte bollate: la confisca definitiva de “La Sonrisa” a Sant’Antonio Abate, in provincia di Napoli, rappresenta il crollo di un regno televisivo e popolare che ha raccontato, tra sfarzo e polemiche, il volto più barocco del matrimonio napoletano.

Dalla TV alla Conservatoria: la parola fine

La battaglia legale per lottizzazione abusiva si è conclusa negli uffici della Conservatoria dei Registri Immobiliari di Napoli. Terreni e immobili non appartengono più alla famiglia Polese. L’intero complesso è ora patrimonio indisponibile del Comune.

La macchina operativa non ha perso tempo. Sono già partite le notifiche per lo sgombero di tre appartamenti occupati dai nuclei familiari dei gestori storici.

Resta l’incognita sulla struttura alberghiera e ristorativa. La sindaca ha chiesto un tavolo con il Prefetto di Napoli per gestire la sorte dei dipendenti, mentre si attende il verdetto del Tar sulla sospensiva dell’attività commerciale.

Un futuro da riscrivere

Senza il “Boss” e senza la gestione familiare, La Sonrisa diventa un “foglio bianco”. Le ipotesi sul tavolo sono diverse: un bando pubblico per una nuova gestione, la trasformazione in un polo culturale o l’abbattimento delle parti abusive.

Quel che è certo è che il simbolo del kitsch celebrato in tutto il mondo ha cambiato pelle per sempre.

Il tramonto dell’eccesso

Per anni abbiamo visto carrozze, elicotteri e cantanti neomelodici animare quel Castello. Oggi, la decisione della sindaca Abagnale ci ricorda che la legge ha tempi lunghi ma inesorabili.

La Sonrisa, privata del suo “Boss”, perde quella patina mitologica per diventare un bene comune, un monito sul fatto che nemmeno il successo mediatico può schermare dagli abusi edilizi.

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