Fisco: Simona Ventura al giudice, accusa ingiusta

'Per pagare tutto ho fatto anche debiti con banche e ipoteche'
7 giorni fa
18 Novembre 2020
di redazione

Fisco: Simona Ventura al giudice, accusa ingiusta. “Mi trovo ad essere accusata di aver evaso il Fisco, lo trovo profondamente ingiusto; una cosa che anche per me è una vergogna, non ho nessuna colpa”.

La conduttrice tv Simona Ventura si è difesa con questa dichiarazione spontanea nel processo milanese nel quale è accusata di evasione fiscale; per fatti tra il 2012 e il 2015, per circa 500mila euro.

“Non mi sono mai interessata di aspetti tributari – ha aggiunto davanti al giudice Saba – di queste cose non ho mai capito un tubo, il mio errore probabilmente è stato dare fiducia ai professionisti che si occupavano di questi aspetti”.

“Sono 34 anni che lavoro nel mondo dello spettacolo e non mi sono mai interessata di aspetti tributari”, ha spiegato la conduttrice, difesa dai legali Jacopo Pensa e Federico Papa. “Ho sempre delegato a professionisti – ha proseguito – e lo dico non per scaricare su di loro, ma perché avevo fiducia”.

Ventura ha spiegato di aver sempre voluto “pagare tutte le tasse” e quindi ha cercato di pagare “il pregresso” con un accertamento “tombale”, ma poi si è accorta che “non riusciva a pagare tutto, perché era molto oneroso, ho fatto anche debiti con le banche e ipoteche”.

Aggredisce personale pronto soccorso, arrestato 32enne

Si è presentato al pronto soccorso dell’ospedale di Pistoia e avrebbe iniziato inspiegabilmente a danneggiare gli arredi e a minacciare e aggredire il personale infermieristico, nonché il personale di vigilanza.

Per questo un uomo di 32 anni, cittadino gambiano, domiciliato a Pistoia, è arrestato dai carabinieri per minacce, resistenza a pubblico ufficiale e danneggiamento.

Il fatto è successo nella tarda serata di ieri

All’arrivo dei militari, l’uomo si sarebbe scagliato anche contro di loro, cercando di colpirli con calci e pugni, e rivolgendo loro parole minacciose.

Una volta immobilizzato il 32enne è condotto in caserma e dopo le formalità di rito; è stato trasferito nel carcere di Prato a disposizione dell’autorità giudiziaria.