Giulia Mandolini muore a 28 anni. La sua battaglia contro l’anoressia

La giovane donna era una volontaria della Croce Rossa Italiana e dell'Avis di Jesi, in provincia di Ancona. Era anche volontaria del Teatro Giovani Pirata

Redazione
Giulia Mandolini muore a 28 anni. La sua battaglia contro l’anoressia
Giulia Mandolini

Giulia Mandolini muore a 28 anni. La sua battaglia contro l’anoressia. La giovane donna era una volontaria della Croce Rossa Italiana e dell’Avis di Jesi, in provincia di Ancona. Era anche volontaria del Teatro Giovani Pirata.

Giulia Mandolini è stata una giovane volontaria straordinaria, instancabile e piena di energia, che ha dedicato la sua vita al servizio degli altri attraverso la Croce Rossa, l’Avis Jesi e il Teatro Giovani Pirata.

Nonostante la sua battaglia con l’anoressia, Giulia non ha mai smesso di mettere il cuore nelle attività di solidarietà, trovando nella volontà di aiutare un’ancora di salvezza e un modo per esprimere la sua forza interiore.

Il suo sorriso contagioso, gli occhi blu luminosi e la sua simpatia hanno lasciato un’impronta indelebile in chi ha avuto la fortuna di conoscerla e collaborare con lei.

La sua passione e il coraggio sono testimonianze di quanto sia possibile trasformare le difficoltà personali in energia positiva e sostegno per chi è nel bisogno.

Giulia ha inoltre partecipato attivamente alla promozione della cultura del dono nelle scuole, sensibilizzando generazioni di giovani e collaborando con gruppi come “Attori di volontariato” dell’Avis Jesi.

L’esperienza con l’Azione Cattolica

La sua esperienza con Azione Cattolica e la pastorale giovanile dei Frati Minori delle Marche l’ha portata a partecipare a missioni internazionali, rivelando un’anima affamata di vita, entusiasmo e voglia di scoprire il mondo insieme agli altri.

La sua storia è un esempio luminoso di come l’impegno sociale e la solidarietà possano essere fonte di libertà e serenità, anche nelle sfide più dure.

Giulia lascia un’eredità di amore, coraggio e dedizione che continuerà a ispirare la sua comunità e tutti coloro che credono nel potere del volontariato come strumento di cambiamento e crescita personale. I

l suo ricordo vivrà attraverso le opere che ha compiuto e l’entusiasmo con cui ha affrontato la vita, spronandoci a essere migliori e a fare la differenza ogni giorno.

Lascia il papà Marco, la mamma Raffaella e il fratello Mirko. Il funerale sarà celebrato domani sabato alle 15:00 nella Chiesa di San Pietro Martire.

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