Antonello Venditti la drammatica confessione

Il cantante si racconta a La Stampa: "Ero talmente complesso e complessato che ho rischiato il suicidio molte volte
di  Redazione
4 settimane fa - 30 Giugno 2021

Il cantante Antonello Venditti: ho pensato al suicidio. “Sono stato un adolescente molto solo, bullizzato fino a 16 anni. Ero talmente complesso e complessato che ho rischiato il suicidio molte volte.

Le canzoni sono nate da quel dolore. Adesso ho conquistato tante cose nella mia vita, innanzitutto una certa sicurezza psicologica e spirituale, ma in fondo sono sempre lo stesso”.

Antonello Venditti si racconta in un’intervista a La Stampa, in attesa di tornare a esibirsi dal vivo in tutta Italia con “Unplugged special 2021”, una serie di concerti con una band di cinque musicisti.

“Prendo questi concerti come un dovere civile, innanzitutto verso tutti quelli che lavorano nel mondo dello spettacolo, che sono stati così duramente provati dal lockdown e non hanno lavorato per mesi.

E poi per il pubblico degli appassionati, per ridare alla fisicità l’importanza che ha. Naturalmente senza mai abbassare la guardia e con la massima attenzione alla sicurezza e alla salvaguardia delle persone”.

Il cantante ha ricordato il difficile periodo vissuto durante l’adolescenza

“Volevo morire. Devi essere molto forte dentro, credere in te stesso e credere in quello che sei, io sono convinto che si suicidano solo i giusti, quelli che hanno ragione. I colpevoli sono più furbi, magari tentano il suicidio ma poi sopravvivono.

A volte, basta una parola giusta detta al momento giusto per continuare a vivere e sperare. Ecco perché c’è bisogno di amici, di una società che si interessi di te anche se sei piccolo. Ci vorrebbe un amico, sempre”. Leggi anche qui

Sul ddl Zan non ha dubbi

“Non ho bisogno di sottoscrivere alcun decreto men che mai il decreto Zan. Ce l’ho dentro. Nel mio profondo sono un anarchico, per me conta il mio diritto naturale, la mia coscienza. Non ho bisogno di regole.

Ma mi rendo benissimo conto che in questi tempi così confusi c’è bisogno di atti formali che ribadiscano sempre di più la civiltà. Mi sembra così normale che mi pare assurdo doverlo scrivere in una legge”. Fonte HP

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