Il gene del ringiovanimento: la scoperta di Annibale Puca

Dallo studio dei centenari del Cilento alla cura della Progeria. Il gene LAV protegge cuore e cervello e "ringiovanisce" i tessuti. "Chi nasce 500 non diventa Ferrari, ma possiamo migliorare il motore"

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Il gene del ringiovanimento: la scoperta di Annibale Puca
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Il gene del ringiovanimento: la scoperta di Annibale Puca. Dallo studio dei centenari del Cilento alla cura della Progeria. Il gene LAV protegge cuore e cervello e “ringiovanisce” i tessuti. “Chi nasce 500 non diventa Ferrari, ma possiamo migliorare il motore”.

Dai laboratori di Roma e Salerno arriva una notizia che sposta le frontiere della biologia umana. Il segreto della longevità non è più solo un’aspirazione filosofica, ma una sequenza di codici chiamata LAV (Longevity Associated Variant).

I risultati presentati dal professor Annibale Puca alla Aging and Longevity Conference promettono di rivoluzionare il modo in cui intendiamo la vecchiaia: non più come un ineluttabile declino, ma come un processo gestibile.

L’eredità del Cilento

Lo studio ha radici profonde in una delle “Blue Zones” italiane. Per tre anni sono stati analizzati circa 600 centenari cilentani, confrontandoli con la popolazione generale.

Nei centenari è stata isolata una variante specifica della proteina BPIFB4 (denominata LAV), che funge da vero e proprio scudo genetico contro ipertensione, aterosclerosi e malattie neurodegenerative.

“Sconvolgenti” applicazioni cliniche

La ricerca non si è fermata all’osservazione, ma è passata alla sperimentazione attiva. I ricercatori sono riusciti a recuperare la funzionalità di cuori diabetici e a bloccare l’avanzata della Corea di Huntington su modelli animali e in vitro.

La variante LAV si è dimostrata capace di mitigare il deterioramento cardiaco nella Progeria, la sindrome da invecchiamento precoce che ha reso celebre la lotta di Sammy Basso.

Intervenire “copiando” la natura (il DNA dei centenari) evita le controindicazioni tipiche delle molecole sintetiche. Il prossimo passo sarà la trasposizione di queste scoperte in terapie geniche o farmaci “mimetici” capaci di indurre la protezione di LAV anche in chi non è nato con questo vantaggio ereditario.

L’obiettivo non è vivere per sempre, ma fare in modo che l’invecchiamento della popolazione non si traduca in un’epidemia di malattie croniche.

Maria Laudando

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