Il giallo della Val di Vara: i nuovi rilievi sul cellulare di Ombretta Bresciani

La donna morta nel fiume: il telefono "ha camminato" per 15 minuti, ma è finito in acqua ore dopo il decesso

Redazione
Il giallo della Val di Vara: i nuovi rilievi sul cellulare di Ombretta Bresciani
Ombretta Bresciani

Il giallo della Val di Vara: i nuovi rilievi sul cellulare di Ombretta Bresciani. La donna morta nel fiume: il telefono “ha camminato” per 15 minuti, ma è finito in acqua ore dopo il decesso.

Le incongruenze della perizia

L’analisi dello smartphone della cuoca 53enne, trovata senza vita il 19 novembre scorso sul greto del Vara, rivela dettagli che l’avvocato Edoardo Truppa definisce “strani”.

La notte del 17 novembre, il cellulare si è mosso dall’abitazione di Ombretta fino all’argine del fiume. 600 metri percorsi in 15 minuti. Un tempo lunghissimo per una distanza così breve, considerando che Ombretta era in ciabatte, vestita leggera e che — dato fondamentale — non ha mai acceso la torcia del telefono nonostante il buio pesto del percorso.

Il dispositivo si è fermato sull’argine alle 23:30, ma è finito in acqua (cessando di funzionare) ore dopo, forse addirittura il giorno successivo. Inoltre, è stato ritrovato sul versante opposto rispetto al corpo.

Reperti biologici e autopsia

La Procura di Genova, sotto la guida della PM Eugenia Menichetti, ha impresso una svolta. Il RIS di Parma è stato incaricato di analizzare reperti biologici (di cui non è stata rivelata la natura).

La relazione autoptica non è ancora stata depositata. Si sospetta che il professionista stia aspettando i dati del RIS per incrociarli con l’ora esatta del decesso e il tasso alcolemico della donna, risultato elevato nonostante i testimoni parlino di una cena sobria.

Cosa succederà ora

L’attesa è tutta per gli esiti del RIS di Parma. Se i reperti biologici dovessero indicare la presenza di terzi, l’ipotesi del suicidio verrebbe definitivamente accantonata per quella di omicidio o occultamento di cadavere.

Il figlio e l’ex marito di Ombretta continuano a chiedere che venga fatta luce su quei “600 metri nel buio” che non convincono nessuno.

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