In carrozzina al cimitero, l’appello di Fernando Rizzo
Il 55enne di Galatina, in provincia di Lecce, denuncia le barriere architettoniche presenti nel camposanto: "Per entrare nella cappella devo mettermi in spalla a mio figlio".
In carrozzina al cimitero, l’appello di Fernando Rizzo. Il 55enne di Galatina, in provincia di Lecce, denuncia le barriere architettoniche presenti nel camposanto: “Per entrare nella cappella devo mettermi in spalla a mio figlio”.
Portato sulle spalle del figlio per poter accedere alla cappella del cimitero. Un’immagine che richiama alla memoria scene epiche del passato, ma che racconta una vicenda attuale e tutt’altro che simbolica. È quella vissuta da Fernando Rizzo, 55 anni, residente a Galatina, che da tempo si muove in sedia a rotelle.
Attraverso una lettera, Rizzo ha deciso di rendere pubbliche le difficoltà che incontra ogni volta che si reca al cimitero cittadino. «Nel tempo sono riuscito a conquistare una certa autonomia – spiega – pur sapendo che non posso fare tutto da solo, soprattutto a causa delle barriere architettoniche presenti sia in città sia altrove. Ma al cimitero di Galatina le criticità sono particolarmente evidenti».
L’uomo frequenta spesso il camposanto, soprattutto da quando, un anno fa, è venuta a mancare la madre. La sua tomba si trova nella cappella dell’Arciconfraternita dell’Immacolata, un’area che, sottolinea Rizzo, non dispone di scivoli o accessi adeguati per chi utilizza una carrozzina.
Ogni visita diventa quindi possibile solo con l’aiuto di un familiare o di un accompagnatore. «Ritengo che ogni cappella dovrebbe essere dotata di un ingresso progettato per consentire il passaggio agevole di una sedia a rotelle – aggiunge –. Se non mi fossi attivato personalmente, nemmeno la camera mortuaria centrale sarebbe stata munita di una passerella adatta a persone nella mia condizione».
La denuncia punta i riflettori sull’accessibilità dei luoghi pubblici e sulla necessità di interventi strutturali che garantiscano pari diritti e dignità a tutti i cittadini, senza eccezioni.