Incendio in appartamento: proprietario scappa in pigiama e poi scompare

Mercoledì 24 marzo, un appartamento di Palazzolo d’Oglio in provincia di Brescia è stato avvolto dalle fiamme
di redazione
2 settimane fa
26 Marzo 2021

Incendio in appartamento: proprietario scappa in pigiama e poi scompare. Una casa avvolta dalle fiamme e un proprietario che ha la prontezza di scappare per mettersi in salvo, questo è lo scenario nel quale si sono verificati i fatti.

E proprio lui, un uomo di 58 anni, è scomparso dai radar. Da quando è esploso l’incendio in un appartamento di Palazzolo sull’Oglio, in provincia di Brescia, nella serata di mercoledì 24 marzo, l’uomo è svanito nel nulla.

Le forze dell’ordine hanno attivato le ricerche nella speranza di ritrovarlo, ma al momento senza alcun successo. Non poche le ipotesi a l vaglio degli indagatori per lanciare un fascio di luce nelle tenebre dell’episodio.

L’uomo è scappato in ciabatte e pigiama

L’allarme alle forze dell’ordine è lanciato intorno alle 21 di sera. Il rogo, stando a quanto ricostruito dai vigili del fuoco, è esploso al terzo piano di una palazzina di via Lagorio.

Tutti i residenti si sono dati alla fuga e tra loro anche il 58enne che è  visto dai vicini fuggire in pigiama e ciabatte. Una volta giunti i pompieri, l’incendio è  domato e circoscritto a un unico appartamento.

L’abitazione ha subito molti danni ed è dichiarata per il momento inagibile. Dopo aver spento l’incendio, ci si è resi conto che l’uomo che abitava  l’appartamento era scomparso.

Le attività di ricerca non hanno prodotto alcun risultato

Non si sa infatti che fine abbia fatto o se sia rifugiato in qualche altro luogo. I carabinieri, dopo che sono intervenuti per effettuare tutti i rilievi del caso e capire insieme ai vigili del fuoco cosa abbia scatenato il rogo, hanno avviato le indagini di ricerca.

L’attività è svolta per tutto il giorno senza però grandi risultati. L’uomo infatti risulta ancora disperso. Tra le persone coinvolte al momento non risulterebbero esserci feriti. Al momento sembrerebbe che solo una famiglia sarà evacuata per motivi di sicurezza. (foto archivio)

Recuperate due opere del Cinquecento rubate in chiesa

Due sculture del Cinquecento, risultate parte di vari beni di arte sacra rubati nel 2001 nella chiesa di San Michele Arcangelo di Monzambano (Mantova), sono stati sequestrati dai carabinieri del Nucleo per la tutela del patrimonio culturale di Perugia.

L’operazione rientra nell’ambito di un’indagine coordinata dalla procura della Repubblica di Terni. Si tratta di due angeli in legno dorato e policromo nella disponibilità – riferiscono gli investigatori – di un antiquario orvietano indicato al momento come ‘possessore in buona fede’.

Sono stati recuperati presso un deposito di spedizioni di Marghera (Venezia), poco prima che fossero trasportate all’estero – è emerso sempre dall’indagine – per essere vendute all’asta.

I carabinieri sono coinvolti grazie alla segnalazione dell’Ufficio esportazione della Soprintendenza Archeologia belle arti e paesaggio per le provincie di Verona, Rovigo e Vicenza, interpellato per valutare la richiesta di rilascio della licenza di esportazione.

Richiesta avanzata da una ditta veneta specializzata nel trasporto e nella spedizione di opere d’arte. La chiara funzione devozionale dei manufatti, l’epoca di realizzazione e la pregevole lavorazione, hanno indotto un controllo più approfondito da parte dei militari.

Le immediate verifiche svolte nella ‘Banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti’, il più grande database di beni culturali rubati esistente al mondo gestito dal comando Tpc, e il confronto con la documentazione fornita dall’Ufficio scaligero del ministero della Cultura, hanno dato esito positivo.

L’esecuzione del provvedimento urgente di sequestro, avvenuta presso il deposito della laguna veneta, ha permesso di recuperare le sculture ancora imballate e pronte per essere trasferite presso una nota casa d’aste europea.

Gli investigatori cercheranno ora di ricostruire la catena dei vari passaggi di mano delle opere con l’obiettivo di risalire, attraverso l’individuazione del ricettatore, anche agli autori del furto.