Inps, bonus partita Iva a cinque deputati

1 mese fa
9 Agosto 2020
di redazione

Inps, bonus partita Iva a cinque deputati. Cinque deputati hanno chiesto all’Inps il bonus da 600 euro mensili poi elevato a 1000 previsto dai decreti Cura Italia e Rilancio per sostenere il reddito di autonomi e partite Iva.

La segnalazione arriva dalla direzione centrale Antifrode, Anticorruzione e Trasparenza dell’Inps ed è riportata oggi dal quotidiano La Repubblica.

A norma di legge, spiega il quotidiano, che definisce i cinque ‘furbetti di Montecitorio’, tutti i possessori di partita Iva, liberi professionisti e co.co.co, oltre ad alcune categorie di autonomi, avevano diritto di accedere all’indennità.

Inps non fa ovviamente i nomi dei cinque ma sui social c’è già chi chiede al presidente Roberto Fico di rendere note le identità dei deputati.

Dl agosto, Gualtieri: ‘Si punta a lavoro e sviluppo’

Non solo bonus. Il cuore del Dl agosto ha misure per lavoro e sviluppo, come la decontribuzione al sud – ‘scelta di portata storica’ – e per le assunzioni o risorse su investimenti degli enti territoriali.

Il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri traccia un bilancio con Repubblica in apertura di prima pagina e fa sapere che si lavora ad una riforma fiscale per una riduzione dell’Irpef: ‘apprezzo il modello tedesco di progressività con aliquota continua, ma niente è ancora deciso’.

L’autunno? Accompagnare la ripresa continuando a sostenere l’economia, spiega.

“Quella di contrastare i pesanti effetti economici del Covid-19 con un forte intervento anticiclico in deficit – spiega Gualtieri – è una strategia giusta, che abbiamo definito in modo condiviso a livello europeo e internazionale.

Senza questi interventi, la crisi avrebbe avuto conseguenze economiche e sociali insostenibili che avrebbero compromesso la possibilità di una ripartenza che invece è in corso”.

“I dati molto positivi della produzione industriale di maggio e giugno dopo il calo senza precedenti di aprile dovuto al lockdown – rileva il ministro dell’Economia – e alcuni indicatori relativi a luglio mostrano che è in atto una forte ripresa del Pil.

Poiché la caduta nel secondo trimestre stimata dall’Istat, cioè il 12,4%, è stata un po’ inferiore alle nostre attese; il rimbalzo del terzo trimestre sarà probabilmente lievemente più contenuto del 15% “.

Tasse

Quanto alle tasse, “la scadenza del 20 luglio è alle nostre spalle; ma nel decreto abbiamo rinviato al prossimo aprile il secondo acconto di novembre per Isa e forfettari che hanno subito perdite.

Per quanto riguarda la riforma fiscale stiamo lavorando a un modello che prevede una riduzione dell’Irpef  e l’assegno unico per i figli.

Da finanziare in parte con una riforma delle detrazioni e dei sussidi ambientali dannosi; e in parte col contrasto all’evasione e che potrà essere implementato gradualmente per garantire l’equilibrio della finanza pubblica.

Io – aggiunge – apprezzo il modello tedesco di progressività con aliquota continua ma su questo non abbiamo ancora deciso”.

“Vogliamo eliminare le arretratezze – sottolinea -, le misure per il Sud vanno in questo senso. Il Recovery Plan sarà tutto su innovazione e transizione energetica”. Il ministro invita inoltre a non abbassare la guardia in vista dell’autunno.

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