Irpinia: maxi blitz a Solofra. Riciclaggio da 500 milioni di euro

13 misure cautelari: 8 arresti, obblighi di dimora e due commercialisti sospesi. Nel mirino le "cartiere" del polo conciario e i fondi Covid

Redazione
Irpinia: maxi blitz a Solofra. Riciclaggio da 500 milioni di euro

Irpinia: maxi blitz a Solofra. Riciclaggio da 500 milioni di euro. 13 misure cautelari: 8 arresti, obblighi di dimora e due commercialisti sospesi. Nel mirino le “cartiere” del polo conciario e i fondi Covid.

I destinatari delle misure

L’ordinanza eseguita dai militari della Guardia di Finanza di Solofra, in provincia di Avellino, in Irpinia, guidati dal capitano Angelo Pinto, ha colpito i vertici e i facilitatori del sodalizio.

Sono finiti agli arresti domiciliari Alladin Rasquil, Nicola Vignola, Salvatore Vignola, Gerardo Scafuro, Cristian Pirolo, Pasquale De Maio, Raffaele Spinelli (tutti di Solofra) e Antonio Pisani (Altavilla Irpina).

Hanno l’obbligo di dimora Pasquale Casale, Bakri Zackaria Rasquil e Vincenzo Luciano. Sono stati sospesi dalla loro attività, con divieto temporaneo di esercitare per un anno, i commercialisti Francesco Lissa (Solofra) e Letizia Lanzuise (Montoro).

Il meccanismo: dalle “cartiere” alla cina

L’inchiesta ha portato alla luce una vera e propria “stamperia di fatture” per operazioni inesistenti. Società intestate a soggetti nullatenenti o percettori di Reddito di Cittadinanza che, di fatto, gestivano flussi milionari e conducevano vite di lusso tra barche e auto di grossa cilindrata.

Il giro d’affari era di 350 milioni di euro in fatture false e 35 milioni trasferiti all’estero, principalmente verso Cina e Turchia. Il gruppo ha sfruttato il lockdown Covid per ottenere indebitamente contributi statali destinati alle imprese in difficoltà, approfittando delle maglie larghe dei controlli emergenziali.

Le tecniche investigative

L’indagine, nata nel dicembre 2021, è stata un capolavoro di coordinamento. E’ stato attivato il monitoraggio di segnalazioni per operazioni sospette per 450 milioni.

E’ stata utilizzata la nuova tecnologia con droni e localizzatori GPS per pedinare i sospettati. Una volta svuotate, le società venivano fatte fallire o trasferite fuori provincia per “ripulire” le tracce, un sistema rodato che i finanzieri sono riusciti a mappare integralmente.

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