Isola d’Elba: sub esperta di 61 anni muore a Porto Azzurro
La vittima, residente nel Biellese, ha accusato un malore sott'acqua intorno alle 16:30. Inutili i soccorsi sul molo con l'elisoccorso Pegaso. La Procura apre un'inchiesta
Isola d’Elba: sub esperta di 61 anni muore a Porto Azzurro. La vittima, residente nel Biellese, ha accusato un malore sott’acqua intorno alle 16:30. Inutili i soccorsi sul molo con l’elisoccorso Pegaso. La Procura apre un’inchiesta.
Nel pomeriggio di ieri, sabato 16 maggio, le acque della costa toscana hanno strappato alla vita una donna di 61 anni, originaria del Piemonte, colpita da un malore fatale durante un’immersione guidata all’Isola d’Elba.
L’immersione e l’allarme improvviso
L’incidente si è verificato nelle acque antistanti la celebre località di Porto Azzurro, in un sabato caratterizzato da un cielo limpido ma sferzato da forti raffiche di vento.
La donna faceva parte di una spedizione organizzata da un diving center locale. Durante la discesa, intorno alle 16:30, la sessantunenne ha accusato un malore improvviso e violento che le ha impedito di continuare a respirare correttamente.
I compagni d’immersione e le guide si sono accorti immediatamente del pericolo, attivando le procedure di emergenza per riportarla in superficie. La donna è stata caricata a bordo del gommone del diving e trasportata a forte velocità verso il molo di Porto Azzurro.
Ad attendere il natante c’erano i volontari della Pubblica Assistenza di Porto Azzurro, l’automedica giunta da Portoferraio e l’elisoccorso Pegaso, fatto levare in volo per un eventuale trasporto d’urgenza.
Purtroppo, nonostante le prolungate manovre di rianimazione cardiopolmonare, il medico ha dovuto dichiarare il decesso della donna.
Le indagini e il sequestro della strumentazione
La vittima non era una principiante: residente in provincia di Biella, era un’atleta esperta e regolarmente iscritta a un club subacqueo piemontese. La Procura della Repubblica ha aperto un fascicolo d’inchiesta per fare piena luce sulla tragedia.
I Carabinieri e la Guardia Costiera hanno posto sotto sequestro i respiratori, i GAV e le bombole d’ossigeno per verificare eventuali anomalie nella miscela o malfunzionamenti tecnici. La salma è stata trasferita all’obitorio di Portoferraio in attesa dell’esame autoptico.