Khamenei ucciso in un raid congiunto Usa-Israele: l’Iran precipita nell’incertezza
Khamenei ucciso in un raid congiunto Usa-Israele: l’Iran precipita nell’incertezza. Massiccio attacco aereo su Teheran avrebbe eliminato la Guida Suprema e decapitato i vertici militari. Si apre una delicata fase di successione e tensione internazionale.
Un’operazione militare congiunta di proporzioni straordinarie avrebbe colpito al cuore la Repubblica Islamica dell’Iran, provocando la morte dell’ayatollah Ali Khamenei, Guida Suprema del Paese da oltre 35 anni.
La notizia, riportata dal Times of Israel e attribuita a un alto funzionario israeliano, parla di un massiccio attacco aereo condotto da forze statunitensi e israeliane contro un complesso residenziale a Teheran.
Secondo quanto riferito dall’emittente israeliana Channel 12, sull’area sarebbero stati sganciati circa trenta ordigni ad alto potenziale. Il giornalista Amit Segal, considerato vicino al premier Benjamin Netanyahu, ha dichiarato che Khamenei si trovava in un’area sotterranea al momento dell’attacco, anche se non necessariamente all’interno del bunker principale.
Il corpo del leader sarebbe stato recuperato tra le macerie dell’edificio distrutto. Le conseguenze dell’operazione non si limiterebbero alla sola Guida Suprema.
Fonti di intelligence citate dalla stampa internazionale indicano che tra le vittime figurerebbero anche il ministro della Difesa iraniano, il comandante delle Guardie della Rivoluzione Islamica (Pasdaran) e altre figure chiave legate ai programmi nucleari e ai servizi di sicurezza.
Uno scenario che, secondo il New York Times, avrebbe compromesso gravemente la catena di comando del regime, aprendo un vuoto di potere senza precedenti nella storia recente del Paese.
La scomparsa dell’86enne Khamenei, tra i leader più longevi e influenti del panorama globale, apre ora una fase estremamente delicata.
La Costituzione iraniana prevede che sia un Consiglio di esperti religiosi a nominare la nuova Guida Suprema, ma analisi attribuite alla Cia ipotizzano che il potere possa finire nelle mani di un esponente radicale vicino ai Pasdaran.
Al tempo stesso, il disorientamento istituzionale e le pressioni internazionali potrebbero innescare dinamiche imprevedibili, tra lotte interne e possibili proteste popolari.
Intanto, sia Netanyahu sia Donald Trump avrebbero rivolto appelli diretti ai cittadini iraniani, invitandoli a «riprendere il controllo e liberarsi del regime». Resta incerto se le Guardie della Rivoluzione tenteranno di consolidare il potere con un’azione di forza o se l’indebolimento dei vertici favorirà un movimento interno di cambiamento.