La “Guerra Santa” delle suore di Spotorno per lo stabilimento balneare
Scontro sul litorale ligure tra direttiva UE Bolkestein e attività benefiche. Il Comune mette a bando la concessione
La “Guerra Santa” delle suore di Spotorno per lo stabilimento balneare. Scontro sul litorale ligure tra direttiva UE Bolkestein e attività benefiche. Il Comune mette a bando la concessione.
Un tratto di 50 metri di spiaggia presso i Bagni Garrone a Spotorno (Savona) è finito al centro di uno scontro giudiziario e politico ribattezzato dai media locali come “Guerra Santa“.
L’ordine religioso delle Suore di Carità di Santa Maria si sta infatti opponendo con fermezza alla decisione del Consiglio comunale di mettere a gara pubblica la concessione del proprio stabilimento balneare.
La decisione dell’amministrazione locale rientra nel piano di adeguamento alle direttive europee sulla concorrenza e nei regolamenti regionali che impongono una quota minima di spiagge libere ed attrezzate.
La gestione benefica dal 1946 e l’impatto sulla scuola materna
Le religiose gestiscono la struttura da oltre tre quarti di secolo e difendono la particolarità del loro operato. Dal 1946 i proventi derivanti dall’affitto di lettini ed ombrelloni vengono impiegati per sostenere una scuola materna a Spotorno ed un campo estivo per minori.
Durante un incontro pubblico, Suor Miranda, religiosa 80enne, ha affrontato direttamente la giunta: “È nostra. Se ci tolgono la spiaggia non potremo nemmeno tenere aperta la scuola materna”.
La riclassificazione dell’area in “spiaggia libera attrezzata” ridurrebbe drasticamente i ricavi, rendendo insostenibile il finanziamento delle opere caritatevoli.
Le norme europee, la direttiva Bolkestein ed il ruolo del Comune
Il sindaco di Spotorno, Mattia Fiorini, ha ribadito la necessità di applicare le leggi vigenti senza eccezioni. Essendo decaduta la normativa speciale sulle missioni sociali, le suore dovranno presentare un’offerta alla gara pubblica programmata per l’autunno se vorranno proseguire l’attività.
Spotorno punta a conformarsi entro la scadenza del 30 giugno 2027, termine concordato dal Governo con l’Unione Europea per l’applicazione della direttiva Bolkestein sulle concessioni demaniali maritime.