La tradizione del Pesce d’Aprile: le origini storiche

Le origini di questa ricorrenza sono un mix affascinante di storia, leggenda e cambiamenti astronomici

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La tradizione del Pesce d’Aprile: le origini storiche
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La tradizione del Pesce d’Aprile: le origini storiche. Le origini di questa ricorrenza sono un mix affascinante di storia, leggenda e cambiamenti astronomici.

La teoria più accreditata dagli storici risale alla Francia del XVI secolo. Prima del 1582, il Capodanno veniva festeggiato tra il 25 marzo e il 1° aprile, con lo scambio di pacchetti dono e grandi banchetti.

Con l’introduzione del calendario gregoriano, voluta da Papa Gregorio XIII e adottata da Re Carlo IX, l’inizio dell’anno fu spostato al 1° gennaio.

Non tutti si abituarono subito al cambiamento (o non ne vennero informati tempestivamente). Coloro che continuavano a scambiarsi doni il 1° aprile venivano derisi e chiamati “sciocchi d’aprile”. Gli altri iniziarono a inviare loro regali vuoti o inviti a feste inesistenti per prenderli in giro.

Perché proprio il “Pesce”?

Esistono diverse interpretazioni sul motivo per cui il simbolo scelto sia proprio un pesce. Il “pesce” è l’animale che abbocca all’amo senza sospettare nulla, proprio come la vittima dello scherzo che “abbocca” alla burla.

Il 1° aprile, inoltre, segna l’uscita del sole dalla costellazione dei Pesci, un momento di transizione che nell’antichità era celebrato con riti di rinascita e allegria.

Una tradizione aquileiese narra del beato Bertrando di San Genesio che salvò un Papa soffocato da una spina di pesce; per gratitudine, il pontefice avrebbe vietato il consumo di pesce il 1° aprile, trasformando la privazione in un’occasione di scherzo.

Curiosità e tradizioni nel mondo

Oggi, 1° aprile 2026, la festa assume sfumature diverse a seconda del Paese. Francia e Italia: è tipico il Poisson d’Avril, ovvero attaccare un pesce di carta sulla schiena dei malcapitati.

Paesi Anglosassoni (April Fools’ Day): gli scherzi devono terminare rigorosamente a mezzogiorno. Chi continua dopo il dodicesimo rintocco diventa lui stesso lo “sciocco”.

Scozia (Gowkie Day): la festa dura ben due giorni. Il termine “Gowk” indica il cuculo, simbolo di stoltezza. India (Huli): si festeggia il 31 marzo lanciando polveri colorate e prendendosi gioco degli amici per celebrare l’arrivo della primavera.

Il 1° Aprile 2026: tra fake news e realtà

Quest’anno la sfida è particolarmente ardua. In un’epoca segnata da una cronaca martellante distinguere tra una notizia vera e un “Pesce d’Aprile” richiede un occhio critico.

Persino i giganti del web come Google e Netflix (che in passato hanno annunciato profumi virtuali o trailer improbabili) quest’anno sembrano muoversi con cautela, consapevoli della sensibilità collettiva verso la disinformazione.

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