L’addio di Draghi e il passaggio di testimone con la Lagarde, l’omaggio di Europa e Italia

L’addio di Draghi e il passaggio di testimone con la Lagarde, l’omaggio di Europa e Italia

28 Ottobre 2019

di Redazione L'inserto

L’Europa a trazione franco-tedesca con cui ha lavorato e l’Italia da cui è venuto e dovrebbe tornare oggi a Francoforte renderanno omaggio a Mario Draghi al massimo livello con una una cerimonia di commiato dalla carica di presidente della Banca centrale europea (Bce). Un incarico che l’economista e accademico ha ricoperto riuscendo a conciliare salvataggio dell’Euro e vantaggi per l’economia italiana.

Nella cerimonia in cui Draghi passa il testimone a Christine Lagarde, che prende il suo posto dal primo novembre, oltre alla stessa ormai ex-direttrice del Fondo Monetario Internazionale pronunceranno discorsi il presidente uscente della Commissione europea Jean-Claude Juncker, la cancelliera tedesca Angela Merkel, il capo di Stato francese Emmanuel Macron e il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Una ‘festa’ alla sede della Bce anche con musica ma si presume nessun accenno concreto alla futura di attività Draghi che qualcuno ipotizza politica in Italia sebbene lui neghi di avere progetti e si schermisca dicendo “chiedete a mia moglie”.

Salvare l’euro e difenderlo dalla speculazione

“Lui aveva un’idea chiarissima, salvare l’euro e difenderlo dalla speculazione e non è mai andato al di là delle regole Bce ma le ha usate tutte”, ha ricordato Romano Prodi intervistato a ‘1/2 in più’ da Lucia Annunziata in una puntata dedicata alla figura di Draghi. Nella stessa trasmissione su Rai3 l’ex ministro dell’Economia Giovanni Tria ha sostenuto che “La politica di Draghi è stata rivolta a tutta l’Europa e ha portato un doppio vantaggio all’Italia: innanzitutto una riduzione dei tassi d’interesse del debito pubblico”. Inoltre “ha sostenuto la crescita europea” e anche in questo caso “l’Italia ne ha goduto. L’effetto sulla crescita europea ha avuto un effetto sulla crescita italiana. E’ qui il grande merito di Draghi”.

Difficile che Draghi faccia politica in Italia

Una realizzazione che probabilmente gli servirebbe a poco nella politica italiana spesso dalla memoria corta ed elettoralmente incline a chi è accomodante. L’ex-due volte premier Prodi ha previsto che Draghi “non avrà atterraggio facile in Italia” perché è “difficile tirarlo da una parte o dall’altra”. Un altro motivo per cui sarebbe a suo avviso “molto difficile” che Draghi faccia politica in Italia è stato evocato sempre su Rai3 dall’economista Francesco Giavazzi, che lo conosce da 40anni: si tratta di fare “riforme” come quella previdenziale resa ardua da aspettative di vita allungatesi a 85 anni e desideri di godersi la pensione già a 60.

Ma alla cerimonia sicuramente si parlerà d’altro, con Merkel che ha sempre evitato di attaccare Draghi come invece ha fatto parte del mondo economico tedesco bizzarramente in linea con la stampa popolare; con Macron, che di recente ha ricevuto dal capo della Bce appoggio per il suo appello a trasferimenti fiscali fra Stati membri; e con Lagarde, che ha già annunciato di voler cercare una “linea comune” con cui superare le fratture create all’interno della Bce dalle misure espansive che Draghi è riuscito a imporre.

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