L’Appia Antica nel Sannio e nell’Irpinia: tra memoria archeologica, identità e riscatto territoriale

L'Appia Antica nel Sannio e nell'Irpinia: tra memoria archeologica, identità e riscatto territoriale

Redazione
L’Appia Antica nel Sannio e nell’Irpinia: tra memoria archeologica, identità e riscatto territoriale
Un tratto dell'Appia Claudia

L’Appia Antica nel Sannio e nell’Irpinia: tra memoria archeologica, identità e riscatto territoriale. Un’infrastruttura d’epoca romana che si trasforma in linfa vitale per il futuro dei territori.

È questo il fulcro dell’analisi firmata dall’esperto archeologo sannita Antonio Mesisca, pubblicata in un editoriale consultabile https://www.ambienteculturamediterranea.it/appia-antica-2026

La Regina Viarum non viene descritta come un semplice monumento del passato, bensì come una vera e propria spina dorsale di paesaggi, centri abitati e realtà economiche che continua a definire l’anima del Sannio e dell’Irpinia.

Su questo patrimonio interviene dal 2011 il programma di studi Ancient Appia Landscapes (AAL) promosso dall’Università degli Studi di Salerno mediante il Dipartimento di Scienze del Patrimonio Culturale; il progetto vede la sinergia della Soprintendenza Archeologia della Campania e la direzione scientifica del professor Alfonso Santoriello.

Le indagini sul campo si concentrano prevalentemente nella fascia geografica a sud di Benevento, puntando a definire non solo il percorso stradale, ma l’intero sistema socio-economico e abitativo stratificatosi nei secoli.

Privilegiando la metodologia dell’archeologia dei paesaggi, l’area viene analizzata come un insieme integrato, superando la tradizionale fruizione isolata dei singoli giacimenti culturali.

In tale visione, la storia locale diventa un bene comune in grado di rinsaldare la memoria collettiva e il legame con l’ambiente.

La validità della tutela preventiva ha trovato conferma straordinaria nel 2023 durante i lavori d’installazione di un impianto fotovoltaico nel Comune di San Nicola Manfredi, nel Sannio, ove la società Archeoservizi ha portato alla luce un segmento inedito dell’Appia Claudia.

Si tratta di un basolato lungo approssimativamente 150 metri e con una larghezza media di 4,50 metri, realizzato impiegando blocchi di calcare e arenaria. I materiali ceramici recuperati testimoniano una frequentazione continua compresa tra l’età medio-repubblicana e i primi anni dell’impero.

Ulteriori evidenze indicano una continuità d’uso -seppur in fase di progressivo abbandono- prolungatasi fino alla tarda antichità. A margine della sede viaria sono affiorate inoltre due sepolture.

Questo ritrovamento, oltre ad aver arricchito il quadro conoscitivo, ha imposto una modifica al progetto energetico originario per salvaguardare la struttura, ponendo le basi per la successiva inclusione del tratto beneventano nel perimetro di protezione archeologica.

Il raggio d’azione di Ancient Appia Landscapes va oltre l’attività di scavo in quanto l’iniziativa promuove l’apertura delle aree di cantiere alla cittadinanza, organizzando percorsi guidati ed eventi formativi destinati alle scuole per stimolare il senso di appartenenza culturale.

A ciò si affiancano collaborazioni virtuose con il tessuto produttivo locale; ne è un esempio l’intesa con la cantina Genti delle Alture per la produzione del vino «Ponterotto. Aglianico dell’Appia», le cui vendite servono direttamente a finanziare le campagne di ricerca scientifica.

Il riconoscimento conferito dall’UNESCO nel 2024, con l’inserimento dell’Appia nella Lista del Patrimonio Mondiale, ha suggellato il rilievo internazionale dell’arteria, incrementando tuttavia le responsabilità in materia di salvaguardia.

In conclusione, valorizzare la Regina Viarum equivale a trasformare un’antica arteria di comunicazione in un elemento dinamico e contemporaneo, dove ricerca scientifica, memoria, filiere produttive e comunità locali cooperano per generare un nuovo sviluppo socio-culturale ed economico per le terre del Sannio e dell’Irpinia.

Italo Abate

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