L’Appia Antica protagonista presso l’Università del Sannio

Ha preso il via la ricerca scientifica multidisciplinare sulla Regina Viarum

Redazione
L’Appia Antica protagonista presso l’Università del Sannio

L’Appia Antica protagonista presso l’Università del Sannio. Ha preso il via la ricerca scientifica multidisciplinare sulla Regina Viarum.

Il percorso di ricerca sulla Regina Viarum è cominciato con la presentazione del progetto “L’Appia Antica. Una via per l’impero”, presso l’Università degli Studi del Sannio di Benevento.

Al progetto hanno partecipato numerosi ricercatori, come Jolanda Capriglione, presidente Unesco Caserta, prof.ssa universitaria della Vanvitelli. Francesco Fiorillo e Sabatino Ciarcia, dell’università del Sannio. Gli archeologi Giampiero Galasso, Antonio Mesisca e Mariarosaria Piccirillo.

Hanno poi illustrato il loro studio il giornalista Pasquale Marro, membro del consiglio nazionale dell’Uciim. Giovambattista Teti, docente dell’IIS Fermi di Montesarchio e Alfredo Novello dell’IIS Lombardi di Airola.

Il tema dell’Appia Antica, dunque, è stato sviluppato lungo diverse direttrici. Quella storica, archeologica, geologica e letteraria. Inizialmente è stata illustrata sul piano storico la visione geopolitica dell’aristocrazia repubblicana del IV secolo a.C. di realizzare una rete infrastrutturale viaria, tra cui l’Appia, la Flaminia e l’Aemilia, per l’espansionismo romano nella penisola italica.

Sono state sviluppate acute riflessioni sul ruolo di Capua, la più importante urbs lungo il tracciato della Via; la laudatio letteraria è emersa con la “V” satira di Orazio con il suo viaggio da Roma a Brindisi nel 37 a.C.

I caratteri geologici dei suoli attraversati dall’Appia nel Sannio antico sono stati illustrati con una documentata indagine scientifica alla pari dei singolari aspetti di ingegneristica dell’acquedotto romano di Benevento.

Sul piano archeologico molto interessanti le argomentazioni sviluppate sull’Appia Antica per il ruolo svolto come spazio di comunicazione utilizzato dai mausolei della nobilitas romana, dalle sepolture più umili delle classi sociali meno abbienti e dalle catacombe paleocristiane.

L’Appia è stata, poi, presentata anche come l’arteria di flusso del cristianesimo con particolare riferimento al tratto della Valle Caudina; e, di questa valle è stata commentata la città romana di Caudium quale centro propulsore capace di creare valore come le altre urbes di Benevento ed Aeclanum.

La ricerca ha spiegato segni e incisioni sui vari reperti archeologici disseminati lungo il tratto della Valle Caudina. Una approfondita relazione è stata svolta sulla valorizzazione dei beni immateriali legati alle tradizioni, usi, costumi e cultura dell’Appia.

Anche il mondo dell’arte ha trovato spazio in questa ricerca con l’esposizione di un progetto di studio sulla figurazione scultorea della importante strada consolare; la collaborazione istituzionale è stata evidenziata dalla partecipazione degli IIS “Fermi” di Montesarchio, del “Lombardi” di Airola e dell’Associazione Ambiente e Cultura Mediterranea.

Va dato atto che l’evento è stato reso possibile dalla collaborazione di Maria Rosaria Senatore, Professore Associato di Geologia Stratigrafica e Sedimentologica della UNISANNIO. Le note conclusive sono state affidate a Pasqualina Luciano, dirigente del Fermi di Montesarchio, a Maria Pirozzi, dirigente del Lombardi di Airola. Poi, a Maria Grotta, vicepresidente di Ambiente e Cultura Mediterranea e allo scultore Mariano Goglia.

L’introduzione e ai lavori e le conclusioni sono state tratte dal Prof. Giuseppe Graziano, Direttore del Dipartimento di Scienze e Tecnologie. La presentazione del progetto “L’Appia Antica. Una via per l’impero” seguirà un percorso itinerante sul territorio attraversato dall’Appia con incontro nei prossimi giorni presso l’IIS “E. Fermi di Montesarchio e, l’IIS “A. Lombardi di Airola.

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