L’Appia Antica torna protagonista: un ponte tra memoria, cultura e futuro
All’Università del Sannio il progetto “L’Appia Antica. Una via per l’impero” rilancia il valore storico, antropologico e simbolico della Regina Viarum con un convegno multidisciplinare e il Premio “Fernand Braudel” 2026
L’Appia Antica torna protagonista: un ponte tra memoria, cultura e futuro. All’Università del Sannio il progetto “L’Appia Antica. Una via per l’impero” rilancia il valore storico, antropologico e simbolico della Regina Viarum con un convegno multidisciplinare e il Premio “Fernand Braudel” 2026.
Non solo una strada, ma un’infrastruttura simbolica che per secoli ha collegato Roma all’Oriente, diffondendo potere, cultura e spiritualità. La Via Appia, celebrata come Regina Viarum, torna oggi al centro di una riflessione che va oltre l’archeologia per abbracciare filosofia, antropologia e identità mediterranea.
Con il progetto “L’Appia Antica. Una via per l’impero”, promosso da Ambiente e Cultura Mediterranea, il passato si trasforma in un laboratorio vivo di ricerca e visione.
Il momento cardine dell’iniziativa sarà il convegno, in programma il 19 marzo 2026, giovedì, alle ore 15:30, presso il Dipartimento di Scienze e Tecnologie dell’Università degli Studi del Sannio a Benevento.
Studiosi ed esperti si confronteranno su tre grandi assi tematici: l’ingegneria romana e la straordinaria modernità delle sue infrastrutture; l’Appia come via di diffusione di idee, culti e poteri, dal cristianesimo ai misteri orientali; il viaggio come esperienza estetica e letteraria.
Ad aprire i lavori sarà il direttore del Dipartimento DST, professor Giuseppe Graziano, mentre il coordinamento scientifico sarà affidato a Italo Abate. Tra gli interventi, Jolanda Capriglione approfondirà il tema della tutela dell’Appia come patrimonio universale, mentre Francesco Fiorillo e Sabatino Ciarcia analizzeranno rispettivamente l’acquedotto romano di Benevento e la geologia dei territori attraversati dalla via.
Sul versante storico e simbolico, Giampiero Galasso ricostruirà le vicende del sito di Caudium; Mariarosaria Piccirillo proporrà una lettura dell’Appia come spazio di confine tra vita e morte; Antonio Mesisca metterà in relazione l’antico tracciato con la valorizzazione delle filiere agroalimentari contemporanee.
La dimensione religiosa e letteraria sarà esplorata da Pasqualino Marro, giornalista e consigliere nazionale dell’Uciim, e Pasquale Pisaniello, mentre Giovambattista Teti ripercorrerà il viaggio oraziano verso Brindisi e Alfredo Novello evocherà le memorie custodite lungo il tratto caudino.
Forte anche il coinvolgimento delle scuole, con la partecipazione delle dirigenti Pasqualina Luciano e Maria Pirozzi, insieme a Maria Grotta per Ambiente e Cultura Mediterranea, a testimonianza della vocazione educativa del progetto. Presenti inoltre i rappresentanti dell’UCIIM (Unione Cattolica Italiana Insegnanti, Dirigenti e Formatori), a sottolineare il valore formativo e civile dell’iniziativa.
L’arte suggellerà simbolicamente l’evento grazie all’opera dello scultore Mariano Goglia, realizzata in marmo rosso di Vitulano e verde antico, che diventerà il Premio di Cultura Mediterranea “Fernand Braudel” 2026, destinato a una personalità capace di incarnare lo spirito della mediterraneità.
Riscoprire l’Appia oggi significa riconoscere le radici di un’Europa nata lungo queste pietre, tra commerci, pellegrinaggi e scambi culturali. La Regina Viarum continua a rappresentare un legame vivo tra passato e futuro, simbolo dell’ingegno umano e del dialogo tra le civiltà del Mediterraneo.