Le tre sfide dell’Italia per l’Unesco 2026

Ecco il dettaglio delle candidature approvate su proposta del Ministero della Cultura

Redazione
Le tre sfide dell’Italia per l’Unesco 2026
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Le tre sfide dell’Italia per l’Unesco 2026. Ecco il dettaglio delle candidature approvate su proposta del Ministero della Cultura. La Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco ha ufficializzato la presentazione di tre nuove candidature per la Lista del Patrimonio Culturale Immateriale. Queste proposte non sono solo dossier tecnici, ma il riconoscimento di tradizioni che uniscono generazioni, territori e spiritualità.

Il Presepe: La “Candidatura Prioritaria”

Definito dal Ministro Alessandro Giuli come un “collante sociale”, il progetto “Il presepe, dalle origini a tradizione culturale, e l’arte di crearlo” è la punta di diamante di quest’anno. La candidatura cade nell’anno dell’800° anniversario della morte di San Francesco d’Assisi, che a Greccio realizzò la prima rappresentazione della Natività.

È una candidatura promossa dall’Italia insieme a Spagna e Uruguay, a dimostrazione della portata universale di questo simbolo artigianale e spirituale.

L’Appassimento delle uve della Valpolicella

Il dossier “Il rito della messa a riposo delle uve” celebra una tecnica enologica millenaria che trasforma il paesaggio veronese in cultura produttiva. Non si premia solo il vino (come l’Amarone o il Recioto), ma il sapere manuale, la pazienza del rito e il legame simbiotico tra la comunità e la terra.

Il Patrimonio Alimentare Alpino

L’Italia si unisce a una candidatura multinazionale coordinata dalla Svizzera (con Francia e Slovenia) per il “Registro delle Buone Pratiche di Salvaguardia”. L’obiettivo è tutelare i saperi legati alla cucina di montagna, spesso a rischio estinzione, e promuovere modelli di cooperazione transfrontaliera per la protezione della biodiversità alimentare delle Alpi.

Le dichiarazioni delle istituzioni

Il sottosegretario alla Cultura, Gianmarco Mazzi, ha sottolineato come l’Italia continui a rafforzare il suo primato mondiale Unesco (già leader per siti materiali), spostando l’attenzione verso la diplomazia culturale inclusiva.

La scelta del Presepe come candidatura preferenziale serve proprio a ribadire la volontà di dialogare con comunità emergenti e valorizzare tradizioni condivise.

Cosa succede ora?

I dossier passeranno ora al vaglio degli organismi tecnici dell’Unesco a Parigi. Il percorso di valutazione è lungo e rigoroso: l’esito definitivo sulla loro iscrizione nella lista dei patrimoni dell’umanità è atteso per il 2027.

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