Lecce: è morta Brizia Minerva, storica dell’arte del Museo Castromediano
La curatrice ha legato il suo nome alla valorizzazione del Novecento salentino, al recupero di artisti "irregolari" e alla cura dell'Archivio Carmelo Bene
Lecce: è morta Brizia Minerva, storica dell’arte del Museo Castromediano. La curatrice ha legato il suo nome alla valorizzazione del Novecento salentino, al recupero di artisti “irregolari” e alla cura dell’Archivio Carmelo Bene.
A Lecce si è spenta Brizia Minerva, stimatissima storica dell’arte, curatrice e colonna portante del panorama culturale pugliese.
La sua scomparsa lascia un vuoto incolmabile all’interno del Museo Provinciale “Sigismondo Castromediano”, la più antica istituzione museale della Puglia, dove per anni ha operato con una rara combinazione di rigore scientifico, sensibilità artistica e profonda empatia umana.
Una vita per la tutela e il racconto del patrimonio salentino
Il percorso professionale di Brizia Minerva è stato caratterizzato da una dedizione assoluta verso la propria terra, vissuta non come sterile conservazione d’archivio, ma come dialogo costante con la contemporaneità.
Come specialista e storica dell’arte del Museo Provinciale di Lecce, Minerva ha coordinato interventi cruciali di tutela e valorizzazione. Tra i suoi successi più recenti spicca il complesso lavoro di riallestimento e restyling della Pinacoteca del museo, un’operazione che ha restituito alla cittadinanza i capolavori del territorio in una chiave espositiva moderna e accessibile.
La sua intelligenza critica si è concentrata sulla valorizzazione di figure complesse e spesso dimenticate del Novecento locale. Ha curato e firmato esposizioni fondamentali dedicate a giganti dell’arte irregolare come Ezechiele Leandro (il geniale creatore del Santuario della Pazienza a San Cesario) e Edoardo De Candia, restituendo a queste personalità la dignità storiografica che meritavano.
Un altro pilastro della sua eredità intellettuale è rappresentato dallo straordinario lavoro di catalogazione e promozione profuso per l’Archivio Carmelo Bene, custodito proprio all’interno del polo biblio-museale del Castromediano. Grazie al suo impegno, lo sterminato patrimonio documentario, drammaturgico e visivo del maestro di Campi Salentina è stato preservato e offerto alla fruizione di studiosi e appassionati di tutto il mondo.
Il dolore dei colleghi e l’amore per la didattica
Oltre ai meriti accademici, i messaggi di cordoglio che si stanno rincorrendo in queste ore evidenziano la straordinaria caratura umana della studiosa. Chi ha varcato le soglie del museo la ricorda per la sua innata capacità di accoglienza, specialmente nei confronti degli studenti e dei ricercatori più giovani, che guidava con pazienza e un sorriso perenne.
Lo stesso Museo Castromediano l’ha salutata sui canali social con parole spezzate dal dolore: «Come faremo senza di te? Il tuo sguardo ha accompagnato la vita del Castromediano in questi anni di profonde trasformazioni… sei stata cardine di pensieri che lo hanno aperto alla Città».
Vicinanza e affetto sono stati espressi da esponenti del mondo politico e intellettuale, tra cui Loredana Capone, che ha voluto stringersi attorno alla famiglia, al figlio Baimor e al compagno di una vita, il regista salentino Alessandro Valenti, rimastole teneramente accanto fino all’ultimo istante.