Liliana Segre: non perdona e non dimentica, ma non odia

di  Redazione
2 anni fa - 16 Novembre 2019

Liliana Segre: non perdona e non dimentica, ma non odia le violenze subite. Invita alla conoscenza e alla pace.

La Segre alla conferenza Science for peace

Parlando alla conferenza organizzata all’Università Bocconi di Milano dalla Fondazione Umberto Veronesi, Liliana Segre: non perdona e non dimentica, ma non odia. Afferma che la trasmissione del non odio e del battersi contro l’odio è un insegnamento utile per i ragazzi come per tutti, perché l’atmosfera dovuta all’ignoranza e all’indifferenza, che è stata la regina del mondo di allora, c’è purtroppo anche oggi”.

I ricordi dei campi di concentramento

La Segre, ripercorrendo la sua storia di deportata nel campo di concentramento, ha ricordato come rimase “senza parole” e “stupita” davanti al male che vedeva intorno a lei. Colpita  da “quell’odio organizzato che vedevo e che poi ho combattuto sempre”. Dopo che era tornata a Milano, una volta uscita dal lager, di fronte alle persone vicine a lei che non volevano sentir parlare di quello che aveva vissuto, ha “iniziato prestissimo, già nei primi giorni dopo il mio ritorno, a tacere. Ha raccontato: “mi ci sono voluti 45 anni per riuscire ad andare a parlare davanti agli studenti, senza mai nominare le parole odio e vendetta e fare il mio dovere di testimone”.

Il ringraziamento a Mattarella

La Segre ha quindi rivolto un ringraziamento al presidente della Repubblica Sergio Mattarella per “averle spalancato la porta del Senato” nominandola senatrice a vita dopo che da piccola le era stata “sbarrata la porta della scuola” perché ebrea. La violenza che ha subito è una ferita che si porta ancora dentro. Ha detto: “Io sono sempre ferita dalla chiusura della porta della scuola che subii da bambina. Ringrazio Mattarella che mi ha fatto spalancare la porta del Senato e per avermi detto di averlo fatto pensando a mio padre e a quanto avevo sofferto come figlia”.

Il suo monito a combattere l’odio

La senatrice a vita ha quindi spiegato come, appena entrata in Senato, le sia venuto in mente “di combattere i discorsi dell’odio perché questa lotta è dentro di lei fortissima. Non si può vivere con le parole dell’odio”.

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(fonte ansa)

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