Lite in casa: figlia 15enne uccide madre con una coltellata

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1 mese fa - 15 Agosto 2021

Lite in casa: figlia 15enne uccide madre con una coltellata. In un‘abitazione del centro storico attorno alle 22 del 14 agosto. I carabinieri tentano di ricostruire al meglio il contesto familiare e le ragioni dello scontro.

Il decesso è avvenuto dentro casa. Una ragazza di 15 anni di Treviglio ha ucciso la madre (di 43) con una coltellata alla schiena, durante una lite in casa nella serata del 14 agosto. La donna è morta dentro l’abitazione.

Aggiornamento

Una donna di 43 anni è uccisa in casa dalla figlia 15enne durante una lite: è accaduto a Treviglio, in provincia di Bergamo. Stando alle primissime ricostruzioni, la donna sarebbe  colpita alla schiena con un coltello da cucina dalla giovane, durante una lite in casa.

Una ferita che le è fatale: quando i carabinieri sono giunti sul posto, hanno trovato la donna ormai priva di vita, mentre la figlia 15enne era rimasta a sua volta in casa ed è fermata dai militari d’Arma.

Il fatto è avvenuto nella tarda serata di ieri 14 agosto, vigilia di Ferragosto. Non è ancora chiaro cosa abbia scaturito la lite tra madre e figlia, mentre i carabinieri in questo momento indagano con il massimo riserbo sulla vicenda.

Pare che in quel momento in casa ci fossero solo le due donne. La lite sarebbe poi degenerata con la figlia di 15 anni che avrebbe preso un coltello da cucina e avrebbe colpito con una coltellata la madre 43enne.

Si sarebbe trattato di un solo fendente, ma che si sarebbe rivelato fatale. La 15enne è rimasta poi in casa assieme al corpo privo di vita della madre, fino all’arrivo dei carabinieri che hanno trovato sia il cadavere della donna sia la giovane figlia. La vicenda però è tutta ancora da chiarire.

Si allenavano a scassinare le serrature delle case: presa banda di georgiani

Si allenano. Come un giocatore di scacchi che deve sfidare un avversario, come un atleta che prepara una gara. Non che per i ladri georgiani – professionisti in trasferta dello scasso – le serrature abbiano mai avuto particolari segreti.

La loro specializzazione nei furti in appartamento però progredisce da quando, nel tempo libero, si esercitano con veri e propri kit dotati di serrature a blocchetti che loro usano per farsi la mano sui colpi.

Lo hanno scoperto gli investigatori della quinta sezione della squadra mobile, guidati dal dirigente Marco Calì. Che stavolta, in un solo mese, hanno arrestato una banda composta da questi qualificatissimi malviventi, quattro giovani uomini tra i 29 e i 34 anni.

Sempre durante l’indagine la polizia ha scoperto quindi altri 15 georgiani, tutti finiti nel mirino dell’ufficio immigrazione dove la loro posizione è stata sondata a 360 gradi.

Al termine dei controlli nove di loro – risultati tutti con precedenti per furti in abitazione – sono espulsi, mentre agli altri sei è notificato l’ordine di lasciare l’Italia entro una settimana.

In carcere 4 responsabili

Tornando al cuore dell’inchiesta la Mobile, anche grazie all’analisi dei filmati delle telecamere di zona, ha portato in carcere i quattro responsabili di cinque colpi messi a segno tra il 7 luglio e il 7 agosto in varie zone della città.

L’attenzione degli investigatori preso avvio da un tentativo di furto commesso in zona Bicocca la notte del 7 luglio scorso, un colpo andato a vuoto dopo che un residente si era accorto che qualcosa nel condominio non andava e aveva chiamato la polizia.

Si sospetta comunque che i furti messi a segno dalla banda siano molti di più. Tre di questi georgiani finiti in manette sono stati individuati nel loro covo proprio in zona Bicocca.

Mentre un quarto uomo è stato rintracciato nei pressi di Rogoredo: alla vista degli agenti hanno tentato di buttare dalla finestra la refurtiva, inutilmente dato che il palazzo era già circondato.

La tecnica, riscontrata dai poliziotti anche in altre indagini condotte su batterie di georgiani, è ormai quella che contraddistingue questa etnia di topi d’appartamento, ovvero l’inserimento di fili di colla trasparenti o pezzetti di carta tra lo stipite e la porta dell’abitazione presa di mira per accertare l’eventuale passaggio di persone.

La tecnica

La banda quindi aspetta due o tre giorni e torna a controllare: se il foglietto di plastica è ancora al suo posto vuol dire che la porta non è  aperta nelle ore precedenti e che quindi i proprietari sono quasi sicuramente in vacanza. In caso contrario si cambia obiettivo.

I ladri arrestati sono inoltre trovati in possesso di chiavi alterate, grimaldelli, trapani elettrici, smerigliatrici, strumenti da taglio di precisione, gioielli, orologi e pc sottratti durante i loro colpi.

Anche questa banda ricorreva inoltre all’utilizzo della cosiddetta «chiave bulgara» uno strumento che permette di ricostruire il profilo di qualsiasi chiave e di violare serrature blindate senza doverle smontare.

Nel corso dell’attività investigativa, inoltre, è emersa la figura di un egiziano residente in via Padova, il ricettatore del gruppo, indagato a piede libero.

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