L’ombra della ricina sul giallo di Campobasso
Escluso il rilascio lento: il veleno è stato assunto in dosi massicce. La Procura di Larino indaga per omicidio volontario
L’ombra della ricina sul giallo di Campobasso. Escluso il rilascio lento: il veleno è stato assunto in dosi massicce. La Procura di Larino indaga per omicidio volontario.
La svolta della tossicologia
I nuovi dettagli emersi dalle analisi dei consulenti tecnici cambiano radicalmente lo scenario investigativo. Gli esperti hanno escluso un’esposizione prolungata o a basse dosi. La ricina (una tossina vegetale letale ricavata dal ricino) sarebbe stata ingerita in quantità massicce, provocando un effetto devastante e fulmineo.
La sostanza è stata isolata nel sangue delle vittime e persino in un capello di Antonella. Questo ha spinto la Procuratrice di Larino, Elvira Antonelli, a ipotizzare la premeditazione: qualcuno avrebbe deliberatamente inserito il veleno nel cibo.
I pasti sotto lente
Gli inquirenti della Squadra Mobile di Campobasso hanno isolato tre momenti critici. 23 dicembre (Cena): È il primo pasto sospetto consumato in casa.
24 dicembre (pranzo e vigilia): Le due donne hanno mangiato prima dal nonno materno e poi dalla suocera. La figlia maggiore, Alice, è scampata al destino solo perché la sera del 23 era uscita a mangiare una pizza. Questo suggerisce che la contaminazione possa essere avvenuta proprio in quella cena domestica o attraverso un alimento consumato esclusivamente da madre e figlia.
L’interrogatorio di Gianni Di Vita
Nelle prossime ore, Gianni Di Vita — ex sindaco di Pietracatella, stimato commercialista e unico sopravvissuto del nucleo familiare presente in casa (risultato negativo ai test tossicologici) — sarà ascoltato nuovamente.
Si indaga su ogni barattolo di marmellata, confettura o cestino gastronomico ricevuto. L’ipotesi è che un “regalo avvelenato” possa essere stato introdotto in casa da qualcuno che conosceva le abitudini della famiglia.
Sarà fondamentale capire chi ha avuto accesso alla cucina di via del Risorgimento o chi ha recapitato omaggi alimentari nei giorni precedenti le feste.