L’ultimo addio a Giancarlo Signor: un anno di solitudine mummificata
L'affitto pagato regolarmente dal computer, ma lui era morto in casa. Oggi i funerali a carico del Comune di Peschiera del Garda. Nessun parente trovato
L’ultimo addio a Giancarlo Signor: un anno di solitudine mummificata. L’affitto pagato regolarmente dal computer, ma lui era morto in casa. Oggi i funerali a carico del Comune di Peschiera del Garda. Nessun parente trovato.
La storia di Giancarlo Signor arriva come uno schiaffo gelato, un paradosso crudele che ci costringe a guardare nell’abisso della solitudine urbana.
Oggi, a Peschiera del Garda, in provincia di Verona si sono celebrati i funerali attesi da un anno. Un addio solitario per un uomo che è stato, per dodici mesi, poco più di un numero di conto corrente che emetteva bonifici automatici mentre il suo corpo si mummificava nel silenzio di un appartamento del centro.
Il “fantasma” di via Dante
La vicenda di Giancarlo, 65 anni, originario della Sardegna, delinea il profilo di un’esistenza trascorsa ai margini della percezione altrui.
Solo la necessità tecnica di consegnare le nuove chiavi del palazzo ha spinto i proprietari a forzare quel silenzio che durava da un anno. I vigili del fuoco hanno trovato una scena spettrale: un uomo mummificato dal tempo, circondato dagli oggetti della sua probabile sindrome da accumulo.
Per un intero anno, Giancarlo è risultato “vivo” per il sistema bancario. L’addebito automatico ha continuato a versare l’affitto ogni mese, garantendo la regolarità burocratica di una vita che non esisteva più.
Le indagini dei carabinieri sono approdate nel vuoto. Nessun parente, nessun amico, nessuna telefonata ricevuta. Giancarlo era un’isola in una città turistica e affollata.
Una cerimonia di comunità
Oggi il Comune di Peschiera del Garda si è sostituito a quella famiglia che Giancarlo non ha avuto o ha perduto. Il funerale è stato un atto di pietà civile, un modo per restituire dignità umana a chi è stato trattato come un “fantasma” burocratico per dodici lunghi mesi.