Mafia: pizzo o cessione attività, tre 20enni arrestati a Bari

Operazione della Polizia coordinata dalla Dda
di redazione
3 settimane fa
26 Marzo 2021

Mafia: pizzo o cessione attività, tre 20enni arrestati a Bari. Avrebbero imposto al giovane titolare di una rivendita di articoli di profumeria e per l’igiene personale, nel quartiere Libertà di Bari, il pagamento di 20mila euro come “pizzo” dovuto al clan.

Tre pregiudicati 20enni sono stati arrestati dalla Polizia con l’accusa di tentata estorsione, aggravata dal metodo mafioso. Gli estorsori, con percosse e dietro la minaccia della distruzione del locale, avrebbero preteso il pagamento.

Pagamento da corrispondere nel giro di poche ore, offrendo al titolare del negozio, come unica alternativa, la rinuncia all’attività commerciale. Attività che avrebbe dovuto essere ceduta ad uno di loro.

Le indagini della Squadra mobile, coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia di Bari, hanno consentito di identificare gli autori della richiesta estorsiva nei 20enni baresi Nicola Primavera, Emmanuel Mezzina Troiani e Giuseppe Patruno.

Tutti pregiudicati, ritenuti vicini al clan malavitoso dei Strisciuglio. Gli investigatori hanno raccolto dichiarazioni di testimoni e di collaboratori di giustizia, oltre a tabulati telefonici e immagini video.

Covid: sindaco e parroco a inaugurazione bar, sanzionati

“Ci rammarichiamo” e “desideriamo scusarci con tutti i concittadini e con chiunque abbia visto nel nostro gesto una personale interpretazione della legge”. Lo scrivono il sindaco e la vice sindaca di San Pietro Vernotico (Brindisi), Pasquale Rizzo e Giuliana Giannone.

Il tutto in una lettera indirizzata a Prefettura, Questura, Comando dei carabinieri e cittadini, nella quale giustificano la loro partecipazione alla inaugurazione di un bar, lo scorso 21 marzo, con tanto di brindisi e buffet.

I due, con il parroco che era lì per benedire il locale, il vecchio gestore, la nuova titolare e alcuni suoi familiari, sono tutti sanzionati per violazione delle norme Covid, con conseguente chiusura dell’attività per 5 giorni.

La vicenda

La vicenda, con foto a documentarla, è  denunciata sulla pagina facebook della associazione cittadina “Per San Pietro”, che in un lungo post ricorda che solo il giorno prima il sindaco aveva lanciato l’allarme per l’aumento dei contagi del 600%.

Nella lettera Rizzo e Giannone spiegano le ragioni della loro presenza alla inaugurazione. “Dietro l’apertura di quel locale – scrivono – c’è il coraggio di una giovane donna e madre”; una ex dipendente che ha rilevato il locale del suo vecchio datore di lavoro.

“Si è messa in gioco con sacrifici e dedizione; in un momento in cui la rabbia e la frustrazione per questa terribile situazione è proprio tanta. E la nostra presenza era parte di questo inizio”.

“Non ci rimproveriamo di aver fatto sentire la presenza delle istituzioni ad un imprenditore” aggiungono; ma “è giusto evidenziare l’errore e subire le conseguenze dello stesso”, “ricordando a tutti, noi inclusi, l’importanza di rispettare le regole e la severità nella loro applicazione”.

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