Malgioglio, la telefonata che non potrà mai dimenticare

di  Redazione
3 settimane fa - 7 Luglio 2021

Malgioglio, la telefonata che non potrà mai dimenticare. Raffella Carrà ci ha lasciato il 5 luglio 2021 a causa di una grave malattia, ma le sue canzoni sono entrate ormai nella leggenda.

Hanno rivoluzionato un’epoca, trasformandosi in modi di dire ed espressioni comuni non solo in Italia, ma nel mondo definendo uno stile, quello appunto dell’iconica Carrà. E Cristiano Malgioglio ha raccontato dell’ultima telefonata con lei.

Se oggi celebriamo i nostri Maneskin come un fenomeno internazionale, Raffaella Carrà lo fu prima di tutti. Nel 1978 infatti fu lei la prima donna italiana ad entrare nella top ten inglese con Do it do it again

La versione britannica di A far l’amore comincia tu. Il brano è contenuto nel disco Forte forte forte (1976). Tra gli autori ci sono Gianni Boncompagni, Shel Shapiro, Andrea Lo Vecchio, Cristiano Malgioglio.

Proprio Malgioglio ha raccontato in lacrime al TG5 dell’ultima volta che ha sentito al telefono la Carrà, solo un mese fa. Senza riuscire a trattenere l’emozione, il cantante ha rivelato le ultime parole che Raffaella gli ha rivolto

“Mi aveva detto: ‘Cristiano quando arrivi tu, arriva il sole. La tv cambia colore. Ti raccomando, non cambiare mai’. Io non capivo questo tipo di messaggio, non mi aveva mai fatto un complimento del genere”.

Moltissimi i messaggi di amici e colleghi vip che hanno voluto omaggiare la regina della tv, scomparsa così… tra l’incredulità di tutti perché Raffaella per tutti era, anzi è, immortale, proprio come le sue canzoni.

Sempre nel 1978 arriva la hit Tanti auguri di Gianni Boncompagni e Daniele Pace con quel: “Come bello far l’amore da Trieste in giù…”. Per non parlare dell’irriverente Tuca Tuca, “il ballo proibito” in cui la Carrà

Osava mettere al centro della coreografia l’ombelico, mostrato per la prima volta in tv proprio da lei suscitando non poco scandalo. E allora: “L’ho inventato io, per poterti dire: “Mi piaci, mi piaci, mi piaci, mi piaci, mi pia!”. Leggi anche qui

Per non parlare del “Na,na,na,na……”, un crescendo come il suo Rumore del 1974. E poi “Ballo, ballo, ballo da capo giro – ballo, ballo, ballo senza respiro – ballo, ballo, ballo m’invento un passo che fa così, fa così, (fa così)”

Il brano del 1983 su cui ancora ci si scatena. La morte di Raffaella è stata una sorpresa, o meglio, come direbbe lei una “carrambata”, inaspettata e decisamente non voluta. Fonte DiLei

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