Marano Vicentino: 54enne ucciso a coltellate in casa dal figlio 15enne
L'allarme lanciato dalla sorellina. Tragedia familiare nella notte tra l'8 e il 9 settembre in provincia di Vicenza. Fermato il minorenne
Marano Vicentino: 54enne ucciso a coltellate in casa dal figlio 15enne. L’allarme lanciato dalla sorellina. Tragedia familiare nella notte tra l’8 e il 9 settembre in provincia di Vicenza. Fermato il minorenne.
Dramma della disperazione tra le mura domestiche a Marano Vicentino (Vicenza). Nella notte tra martedì 8 e mercoledì 9 settembre 2026, un cittadino marocchino di 54 anni, operaio in un’azienda di Montecchio Maggiore, è stato ucciso a coltellate nella propria abitazione al culmine di un violento litigio.
A colpire mortalmente l’uomo sarebbe stato il figlio di 15 anni, giunto in Italia soltanto nei mesi scorsi insieme alla sorella minore per ricongiungersi con il padre.
La catena dei soccorsi e il ruolo della figlia minore
A lanciare l’allarme subito dopo l’aggressione è stata la figlia minore della vittima, che ha contattato telefonicamente la madre (residente altrove). Quest’ultima ha allertato alcuni parenti, i quali hanno richiesto l’intervento urgente di un vicino di casa.
Giunti sul posto poco dopo l’una di notte, i sanitari del 118 non hanno potuto fare altro che constatare il decesso dell’uomo per le gravi ferite da taglio. I Carabinieri hanno immediatamente rintracciato e fermato il 15enne.
Le indagini della Procura per i Minorenni ed il cordoglio cittadino
Gli specialisti della Sezione Investigazioni Scientifiche dell’Arma hanno posto sotto sequestro l’appartamento ed eseguito i rilievi per repertare l’arma del delitto. Le indagini, coordinate dalla Procura per i Minorenni di Venezia, dovranno ricostruire i motivi del litigio.
Il primo cittadino di Marano Vicentino, Marco Guzzonato, ha espresso profondo cordoglio a nome dell’amministrazione: «Davanti a un dramma familiare di questa portata le parole faticano a trovare spazio: si tratta di un evento legato a dinamiche private che impongono a tutti noi il massimo rispetto».