Marito e moglie trovati morti in casa: rinvenuta una pistola

Tragedia a Ribera dove all’interno di un’abitazione sono stati rinvenuti i cadaveri di una coppia di coniugi
di  Redazione
2 settimane fa - 13 Luglio 2021

Marito e moglie trovati morti in casa: rinvenuta una pistola. Drammatico fatto di sangue a Ribera, in provincia di Agrigento. In un’abitazione sono stati rinvenuti i cadaveri di una coppia di anziani coniugi (74 anni lui, 75 lei).

La pista al momento vagliata è quella dell’omicidio-suicidio. A scoprire i corpi sono stati i carabinieri, che sono intervenuti per un controllo, visto che i vicini non avevano più notizie dei due da giorni.

Rinvenuta una pistola

Sono stati i vigili del fuoco ad aprire la porta di accesso: immediato il tragico ritrovamento. Adesso spetterà alle indagini accertare quanto accaduto. Sono in corso gli accertamenti del medico legale.

Sull’episodio indaga la Procura della Repubblica di Sciacca. Secondo una prima ricostruzione potrebbe trattarsi di un omicidio-suicidio e all’interno della casa, dopo una prima ispezione, è stata anche rinvenuta una pistola (a quanto pare) detenuta legalmente dall’uomo.

Mafia: a Palermo murale omaggio a Paolo Borsellino

Con il murale che ritrae il giudice Paolo Borsellino si completa La porta di Giganti, un’opera della Fondazione Giovanni Falcone, realizzata dall’artista Andrea Buglisi con il contributo della Regione Lazio.

E’ l’ultimo capitolo del progetto Spazi Capaci-Comunità Capaci, un’iniziativa della Fondazione Falcone che, attraverso l’arte, si propone di rinnovare il rapporto tra le città e i cittadini, curato da Alessandro de Lisi.

Il murale che riproduce il volto del giudice ucciso in via D’Amelio il 19 luglio del 1992 insieme agli agenti della scorta Eddie Walter Cosina, Emanuela Loi, Claudio Traina, Agostino Catalano e Vincenzo Li Muli, è realizzato su una superficie di oltre novecento metri quadrati.

Un palazzo di sei piani

Su un palazzo di sei piani in via Sampolo, in prossimità dell’aula bunker del tribunale di Palermo, teatro del maxiprocesso alla mafia, accanto al grande ritratto di Giovanni Falcone, completato per lo scorso 23 maggio.

“Con questo ritratto la Fondazione intende manifestare tutta la sua gratitudine nei confronti di un uomo coraggioso, un uomo che conosceva il suo drammatico destino e non si è sottratto ad esso.

Una figura che in qualche modo ricorda i protagonisti di certe tragedie greche, pronti al sacrificio nonostante fossero consapevoli della sorte a cui erano condannati. Paolo Borsellino, come mio fratello Giovanni, non si sentiva un eroe, era semplicemente un uomo dello Stato.

Credeva nelle istituzioni, credeva nella giustizia e ha fatto il suo dovere fino in fondo”, dice Maria Falcone; sorella del magistrato assassinato e presidente della Fondazione Falcone. “L’opera che abbiamo voluto realizzare, è inoltre un regalo a questa nostra città per troppo tempo sfregiata dal brutto del sacco edilizio.

L’augurio è che i volti di Giovanni e di Paolo ci indichino la strada”, spiega. “Questo è un omaggio alla famiglia di Paolo Borsellino e alla città di Palermo” spiega Alessandro de Lisi.

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