Massacro nell’Astigiano: duplice omicidio e suicidio

Astrit Koni uccide l'ex moglie Drita e il compagno a colpi di roncola. Poi si lancia dalla torre del castello di Cossombrato. Trovati i corpi in un fosso

Redazione
Massacro nell’Astigiano: duplice omicidio e suicidio

Massacro nell’Astigiano: duplice omicidio e suicidio. Astrit Koni uccide l’ex moglie Drita e il compagno a colpi di roncola. Poi si lancia dalla torre del castello di Cossombrato. Trovati i corpi in un fosso.

L’omicidio-suicidio consumato da Astrit Koni, 59 anni, non è solo l’ennesimo caso di violenza di genere, ma una strage di una ferocia inaudita che ha lasciato attonita una comunità intera.

La dinamica della strage

Il piano omicida si è consumato tra la notte di venerdì e la mattinata di oggi. Le vittime, Drita Koni e il suo nuovo compagno (entrambi di origini albanesi e residenti in Italia da vent’anni), sono state sorprese in un campo vicino ad alcuni alveari di cui si prendevano cura.

L’aggressore li ha colpiti ripetutamente con una roncola, lasciando i corpi in un fosso. Dopo il massacro, Astrit — conosciuto in paese come “Arturo” — si è diretto al castello di Cossombrato, dove lavorava come giardiniere. Avendo le chiavi della torre, è salito in cima e si è lanciato nel vuoto durante la notte.

Il corpo dell’uomo è stato scoperto per primo. Solo intorno alle 12:00 di oggi, grazie all’allarme lanciato dal fratello di Drita e alle indagini dei Carabinieri, sono stati rinvenuti i cadaveri della coppia nei pressi di via Pelumi.

Il movente: una gelosia distruttiva

Tutti i primi riscontri puntano verso la gelosia ossessiva. Astrit Koni, descritto come un “instancabile lavoratore”, non avrebbe accettato la nuova relazione dell’ex moglie.

La scelta del luogo per il suicidio e l’uso di un attrezzo agricolo quotidiano sottolineano la premeditazione e la rabbia che hanno guidato il 59enne.

I Carabinieri di Asti stanno ultimando i rilievi scientifici nei campi di Cossombrato e ai piedi del castello. La Procura disporrà l’autopsia su tutti e tre i corpi per confermare la sequenza dei colpi e l’ora esatta del decesso delle vittime.

La comunità albanese locale, perfettamente integrata da due decenni, si è stretta attorno al fratello di Drita, in un dolore che unisce vecchi e nuovi cittadini italiani.

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