Maurizio Gozzelino, inventore del Crodino, è morto
L'enologo piemontese si è spento all'età di 90 anni. Dalla 'piola' di famiglia a Saluzzo agli studi ad Alba, fino alla firma a Milano e alla nascita dell'analcolico biondo alle Terme di Crodo
Maurizio Gozzelino, inventore del Crodino, è morto. L’enologo piemontese si è spento all’età di 90 anni. Dalla ‘piola’ di famiglia a Saluzzo agli studi ad Alba, fino alla firma a Milano e alla nascita dell’analcolico biondo alle Terme di Crodo.
Nelle scorse ore è scomparso Maurizio Gozzelino, morto nella notte tra venerdì 22 e sabato 23 maggio all’età di 90 anni (classe 1935). Il suo nome rimarrà per sempre scolpito nella storia economica del Paese per essere stato la mente e il palato dietro la nascita del Crodino, l’analcolico biondo più famoso d’Italia.
I funerali del noto enologo e inventore saranno celebrati martedì 26 maggio alle ore 10:00 a Rivoli, nel Torinese, presso la parrocchia di Santa Maria della Stella.
Dalle radici nella ‘piola’ cuneese al diploma alla Scuola Enologica di Alba
La parabola professionale di Gozzelino affonda le radici in un Piemonte d’altri tempi, fatto di profumi di cantina, passioni autentiche e intuizioni geniali.
Nato nel 1935 nella capitale del Marchesato da genitori astigiani, Gozzelino crebbe respirando l’atmosfera dei liquidi e dei distillati tra i vicoli del centro storico.
La famiglia gestiva infatti una storica e popolarissima “piola” (l’osteria tipica piemontese) in piazzetta San Nicola, chiamata “I tre scalin”. Un ambiente stimolante che lui stesso definì la base della sua crescita sensoriale e olfattiva.
Dopo i primi studi dai Salesiani a Lombriasco, l’adolescente Maurizio scelse di assecondare la sua vocazione iscrivendosi alla prestigiosa e storica Scuola Enologica di Alba, l’istituto che ha formato i più grandi maestri della spumantistica e del vino italiano, dove apprese la rigorosa chimica delle essenze e delle infusioni.
La notte di Natale del 1962 e il miracolo della Valle Antigorio
La svolta della sua vita professionale arrivò all’inizio degli anni Sessanta, incrociandosi in modo quasi cinematografico con la sua vita privata.
Dopo un debutto a Torino presso la Ulrich come tecnico enologico, la svolta decisiva si consumò alla vigilia di Natale del 1962. A Milano, Gozzelino firmò il contratto con l’imprenditore Piero Ginocchi per trasferirsi alle Terme di Crodo Spa, nella remota Valle Antigorio (Verbano-Cusio-Ossola).
Nelle stesse identiche ore in cui siglava l’accordo, la moglie Marisa si trovava in sala parto a Moncalieri per dare alla luce il loro figlio. Arrivato a Crodo nel 1963, ricevette l’incarico di sviluppare una formula totalmente inedita.
Un aperitivo che fosse rigorosamente privo di alcol, ma che conservasse la complessità aromatica, speziata e piacevolmente amarognola dei grandi vermouth torinesi.
Miscelando erbe, spezie, radici e l’acqua sorgiva locale, dopo pochi mesi di laboratorio Gozzelino diede vita al Crodino. Il successo fu dirompente, trasformando una piccola stazione termale in un polo industriale globale, merito che nel 2021 spinse il Comune di Crodo a conferirgli la cittadinanza onoraria.