Maxi Concorso INPS 2026: i posti salgono a 1.695. Requisiti, prove e come candidarsi entro il 27 luglio

Caccia a laureati in economia, legge, ingegneria e materie umanistiche. Candidature sul portale InPA

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Maxi Concorso INPS 2026: i posti salgono a 1.695. Requisiti, prove e come candidarsi entro il 27 luglio
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Maxi Concorso INPS 2026: i posti salgono a 1.695. Requisiti, prove e come candidarsi entro il 27 luglio. Caccia a laureati in economia, legge, ingegneria e materie umanistiche. Candidature sul portale InPA.

Un’opportunità straordinaria si apre per migliaia di laureati che puntano al posto fisso nella Pubblica Amministrazione. L’INPS ha dato ufficialmente il via a uno dei concorsi pubblici più attesi e rilevanti del 2026.

La novità più importante riguarda il numero dei posti: grazie a una delibera del Consiglio di Amministrazione approvata il 24 giugno 2026, la dotazione iniziale è stata notevolmente potenziata con l’innesto di 671 unità aggiuntive, portando i posti totali disponibili da 1.024 a ben 1.695 funzionari.

I profili ricercati e la distribuzione dei posti sul territorio

Le assunzioni prevedono l’inserimento a tempo indeterminato nella figura di Funzionario di Area dei Servizi, con mansioni suddivise in tre macro-aree operative: progettazione, erogazione e controllo dei servizi previdenziali e assistenziali.

La mappa dei posti vede una forte concentrazione nelle grandi aree metropolitane e nelle regioni del Centro-Nord, pur garantendo inserimenti in tutta Italia.

Strutture Centrali e Lazio: Direzione Generale (220 posti); Direzione metropolitana di Roma (215 posti).

Nord Italia: Milano (196 posti); restante territorio della Lombardia (190 posti); Emilia-Romagna (182 posti); Piemonte (154 posti); Veneto (96 posti).

Centro e Sud Italia: Toscana (148 posti); Napoli e area metropolitana (90 posti). I restanti posti sono distribuiti in quote minori nelle altre regioni.

Requisiti d’accesso e titoli di studio ammessi

La selezione è caratterizzata da una notevole apertura a diverse classi di laurea, richiedendo requisiti anagrafici e civili standard per la PA (cittadinanza italiana, UE o status di rifugiato/protezione sussidiaria, maggiore età e nessun limite massimo d’età).

I candidati devono possedere una laurea magistrale, specialistica o del vecchio ordinamento nei seguenti indirizzi: Giurisprudenza, Economia, Scienze Politiche, Scienze dell’Amministrazione. Lettere, Sociologia, Psicologia, Scienze della Comunicazione. Ingegneria Gestionale e altre discipline affini indicate nel testo integrale.

Nota per i titoli esteri: È ammessa la candidatura con riserva, a patto di regolarizzare l’equivalenza del titolo entro 15 giorni dalla pubblicazione della graduatoria finale.

L’iter selettivo: come funzionano le prove

La procedura concorsuale è strutturata per valutare sia le competenze nozionistiche che le attitudini pratiche dei candidati. Verrà attivata solo nell’ipotesi in cui le domande di partecipazione superino quota 4.000.

Consisterà in un test a risposta multipla di 60 quesiti volti a verificare la logica, la comprensione verbale, la cultura generale, la conoscenza della lingua inglese e dell’informatica. Supereranno lo sbarramento i candidati collocati in graduatoria fino a concorrenza di un numero pari al doppio dei posti messi a bando.

Prova Scritta (Doppia Sezione): Rappresenta il fulcro della valutazione e richiede il raggiungimento di una votazione minima di 21/30 in ciascuna delle due sezioni (il mancato raggiungimento della sufficienza anche in una sola parte comporta l’esclusione).

Sezione A: Cloze test (domande a completamento) incentrate sull’analisi di testi tecnico-giuridici di diritto del lavoro, legislazione sociale, previdenza e normativa sulla PA digitale.

Sezione B: Risoluzione di casi pratici e scenari organizzativi per mappare le doti di problem solving, la capacità decisionale e le competenze relazionali.

Valutazione dei titoli, stipendio e modalità di invio domanda

La graduatoria di merito terrà conto anche dei titoli accademici posseduti, che possono conferire fino a 10 punti aggiuntivi (2 punti per votazione di laurea pari a 110 e lode, fino a 3 punti per una seconda laurea e fino a 5 punti per master universitari o dottorati di ricerca).

Sotto il profilo economico, il contratto fa riferimento al CCNL Funzioni Centrali, garantendo una retribuzione annua lorda iniziale compresa tra i 28.000 e i 32.000 euro, a cui si cumulano indennità d’ente e premialità legate alla produttività oraria e di sportello.

Le domande di partecipazione dovranno essere inoltrate esclusivamente per via telematica attraverso il portale InPA, previa autenticazione con sistemi di identità digitale (SPID, CIE, CNS o eIDAS).

Il termine ultimo per l’invio o la modifica della candidatura (sarà considerata valida solo l’ultima compilazione trasmessa) è fissato per il 27 luglio 2026 alle ore 23:59. Ciascun candidato potrà fare domanda per una sola delle sedi territoriali o centrali indicate nel bando.

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