Medicine, sono tremila quelle introvabili a causa di guerra e covid


Medicine, sono tremila quelle introvabili a causa di guerra e covid

Medicine, sono tremila quelle introvabili a causa di guerra e covid. Il caso più eclatante è quello dell’ibuprofene che si usa contro febbre, mal di testa, dolori in genere, a lungo introvabile o presente a singhiozzo.

Mi dispiace, non ne abbiamo. Non arriva da tempo e non sappiamo quando lo consegneranno, provi a ripassare“. Di sentirsi dare risposte di questo tipo in farmacia capita sempre più spesso.

Non va meglio per il paracetamolo, ma anche per prodotti antipertensivi, diuretici, neurolettici, antidepressivi e antiepilettici. In Italia, nel complesso è rischio reperibilità per 3.000 farmaci. Covid, aumenti dei costi energetici, caro carburante, la guerra e una situazione a dir poco incerta a livello mondiale le cause principali.

La crisi colpisce anche le farmacie

“Innanzitutto dobbiamo ricordare che questo tipo di problematiche, benché ultimamente si siano acuite, non sono una novità e si presentano ormai da qualche anno, ha considerato Florindo Cracco, presidente dell’Ordine dei Farmacisti di Vicenza.

In passato accadeva quando si verificava la cosiddetta rottura di stock. Ora ci troviamo in un momento storico di incertezza generale che si ripercuote anche sul settore farmaceutico. C’è da considerare che la produzione è stata spostata in modo massiccio all’estero, soprattutto in India e in Cina e questo non aiuta“.

Un altro aspetto, sottolinea Cracco, riguarda i prezzi dei medicinali che, in Italia, sono tra i più bassi d’Europa e questo favorisce esportazioni massicce a scapito del mercato interno“.


“Si aggiungono poi la difficoltà a reperire determinate materie e l’aumento dei costi di produzione anche dei prodotti per il confezionamento. E questo costituisce un rischio enorme perché le aziende potrebbero decidere di smettere di produrre alcuni farmaci”.

Le criticità da caro carburante e Covid

In una situazione già critica ecco che si aggiunge poi il caro carburante e alcuni grossisti sono già stati costretti a diradare le consegne. E poi, naturalmente il Covid. Il problema infatti era emerso già prima dell’estate.

Quando era stata segnalata alle istituzioni la carenza di alcuni farmaci di uso comune, in particolare antidolorifici e antinfiammatori, dovuta a un maggior utilizzo di questi prodotti per il trattamento domiciliare dei sintomi del Covid.

A rendere il quadro ancora più critico c’è stato l’effetto scorta. La caccia all’ibuprofene, ad esempio, ha fatto sì che quando i clienti riuscivano a trovarlo invece che acquistare la confezione che serviva ne prendessero due o magari tre per timore di ritrovarsi a secco.

Soluzioni?

La galenica si conferma un’attività fondamentale del farmacista per non far mancare ai pazienti i medicinali di cui hanno bisogno. Poi ci sono i farmaci generici”.

Ma soprattutto – conclude il presidente – ritengo che, in un momento così difficile delicato siano necessari maggiore collaborazione e dialogo tra medici e farmacisti”.



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Redazione L'inserto

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