Mestre: prof taglia i capelli a due studentesse in aula
Assurda "punizione" durante la lezione di italiano. La supplente si giustifica: "Volevo farmi capire meglio". La scuola avvia un'indagine interna
Mestre: prof taglia i capelli a due studentesse in aula. Assurda “punizione” durante la lezione di italiano. La supplente si giustifica: “Volevo farmi capire meglio”. La scuola avvia un’indagine interna.
L’episodio avvenuto alla scuola media “Bellini” di Mestre, in provincia di Venezia, non è solo un caso di cronaca locale, ma un segnale d’allarme che arriva dritto nelle case delle famiglie veneziane e non solo.
La dinamica: una forbice al posto del voto
L’incidente si è verificato in una classe terza, nel pieno delle attività didattiche. Le due studentesse avevano semplicemente chiesto chiarimenti sulla lunghezza di un riassunto assegnato dalla docente.
Per tutta risposta, l’insegnante — una supplente arrivata nell’istituto solo da una ventina di giorni — ha preso le forbici e ha tagliato una ciocca di capelli a entrambe le alunne davanti ai compagni attoniti.
Interpellata sull’accaduto, la docente avrebbe ammesso il fatto sostenendo di aver “esagerato” solo per dare forza alla propria spiegazione didattica.
Le reazioni del mondo scolastico
Le associazioni di categoria sono intervenute duramente. Mario Rusconi (Presidi Roma) ha condannato il gesto come una violazione della dignità fisica e morale, chiedendo una valutazione più rigorosa dell’operato dei docenti.
Attilio Fratta (Dirigentiscuola), pur condannando il fatto “senza se e senza ma“, ha sollevato il tema del burnout professionale, descrivendo l’episodio come il sintomo di uno stress eccessivo che il personale scolastico vive quotidianamente.
Dal canto suo, Elena Fazi, presidente dell’Uciim, associazione nazionale professionale di docenti, dirigenti e formatori, ha ribadito che “rispetto e dignità dello studente sono alla base di ogni insegnamento e servono a rafforzare i rapporti interpersonali” giudicando veramente eccessivo il comportamento della docente.
L’istituto “Bellini” ha già avviato le procedure per l’indagine interna. Trattandosi di una supplente, è probabile che il contratto venga rescisso immediatamente, oltre alle possibili conseguenze legali che potrebbero derivare dalle denunce dei genitori per violenza privata o maltrattamenti su minori.
L’episodio di Mestre, purtroppo, si aggiunge ai precedenti di Roma del 2020 e 2022, confermando che il confine tra educazione e sopruso è diventato pericolosamente labile.
Maria Laudando