Michele Cerutti muore precipitando nel fiume mentre voleva fotografare

Drammatico incidente in Francia per il noto esperto di Savigliano, in provincia di Cuneo. Disposta l'autopsia dalla magistratura transalpina

Redazione
Michele Cerutti muore precipitando nel fiume mentre voleva fotografare
Michele Cerutti

Michele Cerutti muore precipitando nel fiume mentre voleva fotografare. Drammatico incidente in Francia per il noto esperto di Savigliano, in provincia di Cuneo. Disposta l’autopsia dalla magistratura transalpina.

Un tragico incidente avvenuto in territorio francese ha spezzato la vita di Michele Cerutti, 56 anni, residente a Savigliano (Cuneo). L’uomo, figura di spicco nel panorama italiano della fotografia e della storia ferroviaria, è deceduto domenica 2 agosto 2026 a Breil-sur-Roya, nelle Alpi Marittime francesi.

Cerutti si era recato nell’area della Val Roya per immortalare il passaggio di un convoglio storico lungo la rinomata “Ferrovia delle Meraviglie”.

La dinamica dell’incidente e l’intervento delle autorità

Secondo quanto ricostruito dai primi accertamenti condotti dalla Gendarmeria francese, Cerutti si era appostato lungo la massicciata ferroviaria in un punto panoramico per scattare le sue fotografie. Improvvisamente ha perso l’equilibrio ed è scivolato, precipitando nel sottostante fiume Roya.

Il corpo è stato recuperato dai soccorritori d’oltralpe. Per fare piena luce sulle cause del decesso e sulle dinamiche della caduta, la magistratura francese ha disposto l’esame autoptico sulla salma.

Il cordoglio del mondo ferroviario italiano

Tecnico di E-Distribuzione, Michele Cerutti ha dedicato gran parte della propria vita alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio rotabile e storico. Volontario storico del Museo Ferroviario Piemontese di Savigliano, da oltre un trentennio collaborava con la Fondazione FS Italiane come accudiente e accenditore di locomotive a vapore.

Ricopriva inoltre la carica di Presidente dell’associazione Italia on Rails ed era coautore del volume “Binari imprevedibili”. La Fondazione FS Italiane, unitamente alla FIFTM e alla rivista Tutto Treno, lo ha ricordato con commozione: “Molti di noi lo ricordano per la passione sincera con cui viveva ogni incontro, con la sua inseparabile pettorina gialla. Una passione fatta di amicizie, condivisione e amore per il patrimonio storico delle nostre ferrovie”.

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