Microonde e plastica: i rischi nascosti dei piatti pronti
Un rapporto di Greenpeace avverte: riscaldare cibi in contenitori di plastica può favorire il rilascio di microplastiche e sostanze chimiche potenzialmente nocive
Microonde e plastica: i rischi nascosti dei piatti pronti. Un rapporto di Greenpeace avverte: riscaldare cibi in contenitori di plastica può favorire il rilascio di microplastiche e sostanze chimiche potenzialmente nocive.
Comodi, veloci e sempre più diffusi, i piatti pronti da scaldare al microonde sono diventati un’abitudine per milioni di persone. Ma dietro la praticità si nasconderebbero possibili rischi per la salute e per l’ambiente.
A lanciare l’allarme è un nuovo rapporto di Greenpeace International, che analizza 24 studi scientifici sui contenitori in plastica utilizzati per questi prodotti.
Secondo il dossier, durante il riscaldamento potrebbero trasferirsi nel cibo centinaia di migliaia di particelle di micro e nanoplastiche, insieme a sostanze chimiche potenzialmente pericolose.
Alcuni composti presenti nelle plastiche a contatto con gli alimenti sono già stati individuati nel corpo umano e associati, in diversi studi, a patologie come tumori, disturbi ormonali, infertilità e malattie metaboliche.
Particolare attenzione viene posta all’etichetta “microwave safe”: la dicitura indica che il contenitore resiste al calore senza deformarsi, ma non esclude il rilascio di particelle o additivi chimici negli alimenti. Temperature elevate, tempi di riscaldamento prolungati e cibi grassi aumenterebbero il fenomeno.
Oltre agli effetti sulla salute, il report evidenzia l’impatto ambientale degli imballaggi in plastica, che rappresentano oltre un terzo della produzione globale. Spesso difficili da riciclare, questi materiali si frammentano nel tempo in microplastiche che contaminano suolo, fiumi e oceani.
In Europa esistono limiti per alcune sostanze chimiche nei materiali a contatto con gli alimenti, ma non sono ancora previste soglie specifiche per le microplastiche. L’Autorità europea per la sicurezza alimentare sta conducendo una valutazione sui possibili rischi, con risultati attesi entro il 2027.
Intanto il mercato dei pasti pronti continua a crescere a ritmo sostenuto. Greenpeace chiede regole più severe e l’eliminazione progressiva degli additivi considerati pericolosi. «Le evidenze sono sempre più chiare: è necessario intervenire», sottolineano dall’organizzazione.