Milano, bufera sulla Polizia Locale: arrestati 5 vigili per arresto illegale, peculato e falso
Blitz del Reparto Radiomobile all'alba dopo le indagini coordinate dalla Procura di Milano
Milano, bufera sulla Polizia Locale: arrestati 5 vigili per arresto illegale, peculato e falso. Blitz del Reparto Radiomobile all’alba dopo le indagini coordinate dalla Procura di Milano.
Un’inchiesta fulminea ha scosso l’intero Comando della Polizia Locale di Milano. Nella mattinata di oggi, giovedì 6 agosto 2026, cinque appartenenti al Corpo –un ufficiale e quattro agenti- sono stati arrestati dai loro stessi colleghi in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare.
Le accuse mosse nei loro confronti dalla Procura della Repubblica sono gravissime: arresto illegale, peculato e falso ideologico.
L’origine dell’inchiesta: la denuncia dell’avvocato
L’indagine, condotta dal Reparto Radiomobile e coordinata dal Pubblico Ministero Giovanni Tarzia, è durata appena due settimane. Il procedimento scaturisce dalla segnalazione dell’avvocato difensore di un uomo che era stato arrestato dai cinque indagati lo scorso 16 luglio nell’ambito di un controllo antidroga.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, durante l’operazione alla persona fermata sarebbe stata sottratta una somma di circa 1.400 euro in contanti, mai repertata e svanita nel nulla.
In soli 15 giorni le verifiche incrociate svolte dagli stessi agenti della Polizia Locale hanno raccolto indizi ritenuti schiaccianti dal Gip, che ha disposto le misure cautelari executed all’alba.
La reazione del Comando e della Polizia Locale
L’episodio ha comprensibilmente creato forte sconforto tra il personale del Comando meneghino. Sulla vicenda è intervenuto direttamente il Comandante della Polizia Locale di Milano, Gianluca Mirabelli, per sottolineare la ferma risposta istituzionale.
«Dalla segnalazione ricevuta sono bastati quindici giorni per ricostruire, con la guida dell’Autorità Giudiziaria, una vicenda indubbiamente dolorosa, ma che dimostra quanto il Corpo sappia reagire e sia refrattario a condotte per le quali non esistono giustificazioni. Non saranno certo cinque singoli individui a compromettere l’onorabilità di oltre 3.300 donne e uomini che ogni giorno svolgono il proprio dovere con dignità, rigore e profondo senso delle istituzioni».